"Io anelo alla mia terra, nella cui polvere si sono consunte le membra e le ossa dei miei. Ricordo la Sicilia, e il ricordo viene dal dolore che mi travaglia. Ma se fui bandito da un paradiso come posso io darne informazioni"

giovedì 31 luglio 2008

Svuotacassetti

Oramai sto sistemando le ultime cose. Leggo gli ultimi remedy rimasti in carico, svuoto i miei cassetti, cancello tutta la roba inutile sparsa per le cartelle del pc e poi questa sedia, quest'angolo, questo tavolo, questi colleghi faranno parte della storia, del fardello che sposterò e porterò con me verso nuove direzioni.
E' stato un anno a volte ricco di paranoie e pensieri incasinati, ma parte di un percorso necessario.
Già stasera sarò in Sicilia per delle ferie che non saranno soltanto tali, saranno spero una specie di spartiacque. Un mese per rifiatare e di cui sento un bisogno infinito, per poi ripartire con nuova linfa.
E' tempo di leggerezza. Riporrò le letture impegnate e le playlist più pallose nei cassetti. Abbandonerò ogni connessione virtuale per lungo tempo, possibilmente aggiornerò il blog soltanto raramente, senza alcuna regolarità.
Buone vacanze!

Colonna sonora: "Me piaci mare", Sud Sound System

martedì 29 luglio 2008

Un dubbio


Ma quest'uomo andrà in campeggio o in ufficio???

Quando sei nato non puoi più nasconderti

Ricordo quando era uscito al cinema. Mi ero promesso di vederlo, visto che adoro il cinema di Marco Tullio Giordana. Colpevolmente fin adesso non avevo colmato questa lacuna, così, ieri sera, ho preferito rimanere in casa a guardarlo su RaiUno.
Di questi tempi, mandare in onda "Quando sei nato non puoi più nasconderti", contro ogni dettame governativo suona persino strano. Magari adesso rimandatelo in onda in Autunno, quando tutti saranno a casa, al posto delle stucchevoli fiction.
Per adesso, comunque, bravi.

Codice Internet

Non so se qualcuno di voi ha notato l'inserimento in basso del banner di "Codice Internet". Si tratta di un progetto di divulgazione di Internet che partirà da settembre. Per capirne di più leggete quest'articolo di Alessandro Giolioli uscito sullo scorso numero dell'Espresso.

lunedì 28 luglio 2008

Miopia

A me sinceramente dispiace la miopia di certa Sinistra che si accontenta di stare ai margini, a vivere di opposizione e di discese in piazza anzichè costruire una vera alternativa di governo. E' fin troppo facile fare i disfattisti e giudicare le opere del governo standone fuori, e per questo raccogliere consensi facili. Tutt'altra cosa e cercare di costruire un partito che si ponga ad alternativa della destra e possa costruire un paese a propria immagine.
In questo senso l'elezione di Ferrero e la disfatta di Vendola mi sembra la testimonianza che non sempre si impara dagli errori. Probabilmente sarà l'ultimo atto di una lenta agonia che si concluderà con la fine di rifondazione comunista. Sarà solo allora che forse capiranno che non si può fare opposizione fuori dal parlamento, o che, quanto meno, non serve a nulla.
Mi viene in mente quel vecchio sketch in cui Guzzanti, imitando Bertinotti, diceva di voler costruire il più grande partito del paese, all'opposizione. Ora forse si costruirà solo il più grande partito extraparlamentare...

domenica 27 luglio 2008

Continuano le lezioni di cucina

Vi avevo raccontato del trip per la cucina che mi è preso nelle ultime settimane.
In rigoroso ordine cronologico ho preparato:
- Risotto al pistacchio e gamberetti;
- Pennette pistacchio e speck;
- Insalata di Farro e verdure;
- Anelletti al forno (da buon Palermitano, devo conoscere e diffondere i piatti principali, no!);
- Polpette al limone, oggi a pranzo.
I risultati non sembrano male, finora!

Cos'è il lavoro a Google e Youtube

Sono rimasto abbastanza stra-"abbiliato" (e chi è siciliano capirà il gioco di parole) nel vedere questa puntata di Italo Americano, il programma di Fabio Volo su Mtv. Voglio dire, di articoli su quella terra promessa, ne avevo letto, ma vedere che è realmente cosi è tutt'altra cosa.
Ingegneri che si gestiscono l'orario lavorativo intervallandolo con partite a pallavolo o una birra al bar. Frigoriferi pieni di delizie, contatto diretto con i "Capi", biciclette gratis per recarsi a lavoro, possibilità di sperimentare ogni possibile idea. Una specie di paese dei balocchi, lontano anni luce da quello che ho visto finora e quello che suppongo sia la normalità dovunque.
Non che abbia incontrato situazioni particolarmente pesanti, ma quello che mi sembra che manchi è la centralità del dipendente e la possibilità di valorizzarne i talenti nel miglior modo possibile. Sei tu con il tuo incarico e amen. L'azienda non si preoccuperà di trovare l'incarico migliore per le tue caratteristiche ma spalmerà la gente per gli uffici senza criterio logico. Tanto più se le vacche sono particolarmente grasse. Senza comprendere che un lavoratore stimolato vale il doppio.
Ma dico, poi questi anche dettagli, visto che il problema qui è trovarlo un lavoro discreto....e la flessibilità del lavoro è solo precariato senza alcuna protezione, Confindustria si guarda bene dall'attuare politiche del lavoro diverse ma anzi cerca l'appoggio del governo per evitare le stabilizzazioni, che nel precedente governo si erano tentate. Doppio Amen.

video

sabato 26 luglio 2008

Buon Viaggio, Randy

Di lui, Randy Pausch, e del suo insegnamento ne avrei voluto parlare da tempo, senza riuscire ad usare le parole migliori. Adesso che è volato via, voglio dirgli grazie.

venerdì 25 luglio 2008

Quel dito medio li...

Che RyanAir abbia un pò di rancore nei confronti di Alitalia e del governo Italiano, che con i suoi aiuti si ostina a non far morire la compagnia di bandiera, si sapeva.
Ma che questi “comunisti” della RyanAir osassero sfidare cosi apertamente il governo, francamente, non se lo aspettava proprio nessuno.
Adesso cosa faranno i Padani, boicotteranno la migliore compagnia europea?
Quella di Ryanair è l'unica forma di satira consentita e libera rimasta in Italia, probabilme

giovedì 24 luglio 2008

Alfabe..che? A cosa servono i feed!

Quando è nato questo spazio pensavo soltanto di aver bisogno di scrivere e raccontare parte delle mie idee a gente, amici o conoscenti che non avevo modo di vedere e con cui mi sarei voluto confrontare.
Non pensavo a quello che ci stava dietro, ai codici xml, html e via. dicendo Ho scelto un nome che mi creava un'assonanza particolare, ho selezionato qualche immagine, e giù, in meno di un attimo era creato. Non bastava che raccogliere un paio di idee e raccontarle a chi ne aveva voglia. Avevo colto la vera forza di questo strumento, la possibilità fornita anche ad un'analfabeta di web e linguaggi dedicati di creare uno spazio come questo.
Con il tempo poi ho cercato di alfabetizzarmi, comprendere un pò di quei termini strani che andavo ad incontrare su altri blog, e ho conosciuto cosi un mondo forse un pò folle in cui tutti desiderano comunicare un proprio messaggio al mondo. Il proprio S.O.S. con cui dire: io sono qui!!
Twitter, facebook, feedfriend, reader, esiste un enormità di siti che scommetto molti di voi ignorano. Anch'io ancora non riesco a comprendere la necessità di molti di questi, e per tale motivo credo che per il momento gli account lì creati cadranno nel vuoto. Ho però cercato di arricchire questo stesso blog inserendo alcuni nuovi contenuti, e scoprendone l'utilità. Con il tempo poi cercherò di migliorarne altri aspetti rendendolo un pò più versatile e vicino alle mie esigenze, anche se ciò di cui mi importa poi sono gli spunti di riflessione che avrò in testa.
In quest'opera immane di comprensione e di orientamento nella giungla oggi ho cominciato a leggere un'e-book abbastanza illuminante. Ho scoperto cosi, ad esempio, il concetto di Personal Branding, e di come tutti gli strumenti disponibili sulla rete possano contribuire a far conoscere chi sei al mondo. Con risvolti soprattutto nell'ambito lavorativo. Oltre a scoprire nuovi strumenti, ho trovato esempi molto illuminanti, utili a chi (come me fino a poche settimane fa) vaga nel buio.
Vi propongo, come esempio, questo video:

Come da sopra anch'io ho cominciato ad utilizzare Google Reader,e scoprendone le molte potenzialità ho abbandonato cosi la lettura dall'homepage di Google. Qui poi potrete trovare qualche spunto in più. Man mano che attiverò nuovi servizi e ne scoprirò di nuovi particolarmente utili ne parlerò qui. Se in quest'immersione dovreste non trovarmi, venitemi a cercare qui dove torno di sicuro.


P.s. Una lezione sul Web 2.0

Cambiamo i consumi

US$/gal by Country/Territory
Divagare sul prezzo della benzina è diventato uno degli argomenti di discussione più amati nei bar di tutta Italia. A tal proposito esiste un sito, Swvel(serissimo, perchè si appoggia a dati della Banca mondiale e dell'Onu nel creare statistiche di ogni tipo), in cui viene monitorato il prezzo della benzina nel mondo. Come potete vedere l'Italia si piazza nelle prime posizioni al mondo in una classifica totalmente senza senso nel comprendere paesi ultra sviluppati e paesi sotto ogni soglia.
Forse l'unico modo serio per affrontare il problema dell'aumento del prezzo del carburante è quello di cambiare i consumi, per chi può. Ad esempio mi sono proposto, in vista del cambiamento del prossimo anno, di prendere casa da lavoro ad una distanza colmabile velocemente in bicicletta. Se non posso cambiare le mie abitudini durante il fine settimana (anche se già oggi, quando possibile, preferisco spostarmi in treno), nel quale mi muoverò se non altro per non restare in eremitaggio, posso farlo per tutti i giorni lavorativi. Urge però una bicicletta, in cima alla lista dei desideri da un pò di tempo.

mercoledì 23 luglio 2008

Parola di Alfano

"Un testo sobrio e ben calibrato nonchè in linea con le norme di altri ordinamenti occidentali".
Queste sono le parole con cui il nostro caro Angelino ha presentato il lodo che lo consacrerà allo storia. Si faccia però presente che quelle di cui sopra sono fandonie. Anche se in realtà non importa a nessuno.


martedì 22 luglio 2008

Chicchi di mais e pop corn

Ormai ci si è fatta l'abitudine alle burle su Internet, e anche un certo occhio.
Sul video in cui alcuni tizi facevano scoppiare un chicco di mais posto nelle vicinanze di alcuni telefoni, avevo intuito si trattasse nell'ennesima bufala. Anzi mi ero già riproposto di provarci almeno una volta.
Ma mi avevano già preceduto in tanti e, come ha rilevato "Il disinformatico", si è scoperto come si trattasse di una trovata pubblicitaria di una marca di cuffie bluetooth. La CNN ha anche mostrato come il tutto è stato realizzato. Mostrando anche quanti emuli ci siano stati su YouTube.
In questo modo circolano sulla rete migliaia (o milioni) di mail o video con messaggi allarmanti, il più delle volte privi di alcun fondamento. Basandosi, come ogni leggenda metropolitana, sulle paure più nascoste di ogni uomo. Internet da però la possibilità anche di difendersi da tutto ciò evitando il proliferare di queste leggende. Basta una breve ricerca e gatti in bottiglia, misteriose raccolte di fondi e quant'altro si risolvono in quello che sono. Burle di buontemponi con molto tempo libero. Alfabetizziamoci allora, in ogni senso.

Google ci rende stupidi?No, è solo la mutazione in atto

Mi sono lasciato incuriosire un paio di settimane fa dalla copertina dell’Internazionale. Uno scimpanzè con in alto la scritta “Google ci rende stupidi?”[l'articolo originale qui. La traduzione a puntate, qui (1,2,3,4) . E’ una sensazione che da tempo penso di avere. Lavoro al computer da poco più di un anno e capita, più o meno spesso, di avere degli spazi di ozio da riempire. Non che sia iniziato tutto li, ma comprendere quando tutto è cominciato non è lavoro facile. Probabilmente l'avvento della banda larga.
E comunque li che comincio a sguazzare tra i vari blog a cui mi sono affezionato e le notizie dei vari quotidiani. Tra un intervallo è l’altro scambio quattro frasi con qualche contatto su GTalk, guardo la posta. Divento insomma incapace di concepire uno spazio di noia o di inattività, bramoso nell’avere qualcosa con cui allettare le mie curiosità. Non che da questo non tragga giovamento, ma questo continuo frullare di informazioni mi da come la sensazione che pochissimo rimanga piantato nel mio cervello. Come un filtro, comunque gran parte rimane strettamente alla superficie. Il tempo è riempito da un fare incalzante. Arrivo a casa e ancora prima di accendere la luce accendo il notebook. E l’ho spento soltanto poche decine di minuti prima in ufficio. E’ diventata in pratica la sede stanziale di tutto ciò che mi circonda.
La sede di film, notizie, musica, il prolungamento di rapporti umani lontani e improvvisamente vicini. Una sorta di estensione di me. E’ una sensazione che, come ho potuto notare, è comune a tanti. E neanche vissuta con tanto compiacimento. Si avverte così l’assurdità del proprio comportamento e ci si impone dei forzati distacchi. O si apprezza un simile accadimento che ci renda dei primitivi, simili cioè a quanto eravamo fino a pochi anni fa.
Mi vengono in mente cosi “I barbari” di Baricco e quell’idea della mutazione in atto e alla quale non possiamo sottrarci. Nulla a cambiato cosi tanto il mondo quanto Google e il modo di percepire l’esperienza. Un esperienza non dettata più da un insieme frastagliato di avvenimenti, ma un unicum di esperienze continue, “un unico gesto che dia il senso del disegno”,i n cui la semplice interruzione disfarebbe tutto. Non è una situazione alla quale ci si può sottrarre, e benché esistano delle sacche di resistenza, l’andamento è tale da travolgere chiunque. Non c’è neanche da opporsi, o pensare che sia un male, come in alcuni tratti faccia intendere l’autore dell’articolo in questione. Ogni mutamento comporta una rinuncia e un’acquisizione. In questo tsunami in arrivo ci saranno probabilmente oggetti che spariranno. Uno di questi sarà ad esempio la televisione. Oggi stesso mi sembra impossibile stare davanti uno schermo a guardare una trasmissione dall’inizio alla fine. E questo ad esempio YouTube l’ha capito benissimo, trasformando quello che è un limite strutturale in un vantaggio. 10 minuti al massimo di filmato sono ancora sostenibili. Tutto ciò che coinvolge un atteggiamento passivo probabilmente sarà spazzato via e probabilmente questo è un bene.
Si tratterà insomma di camminare come sempre, sul ciglio del precipizio, stando attenti a non farsi prendere dal desiderio della caduta. Si tratterà, probabilmente, di coglierne i limiti. Come sempre nella vita, d'altronde.

P.s. Leggete questo racconto, in cui Luca Sofri , nettamente meglio di me, parla della nostra vita multitasking. E soprattutto leggete il libro di Baricco, è fortemente consigliato. Tralaltro se cercate, lo trovate anche nell'archivio di Repubblica, sul quale è stato pubblicato a puntate nel 2006.

Buona Strada

E' tempo di route. Buona Strada al Clan "Rosa dei Venti" del Palermo 14, sulla via per Santiago.

lunedì 21 luglio 2008

Sanatorie all'università

Come sminuire il significato di una laurea. Come se bastasse una laurea per avere accesso al mondo del lavoro.
Non so, mi sembra che si stia sfiorando la pazzia. Qual'è l'interesse a creare milioni di laureati quando il mercato del lavoro sembra non averne bisogno? Non vivendo all'interno del sistema universitario non ho idea di come funziona il sistema di finanziamento alle università, ma un ateneo del genere quale interesse ha ad agire in questo modo?

Leggete questo post, và: Esami in saldo... vergognatevi

domenica 20 luglio 2008

Wallpaper per Ypisgrock

Andate a guardare i wallpaper messi su da Wisdoms per l'ultima edizione dell'Ypisigrock.
Io glielo dico che è sprecato per fare l'ingegnere.

Cuore di madre

Ho finito da poco "Cuore di madre", di Roberto Alajmo. Un libro sull'inerzia, sull'incapacità di dare una direzione alla vita, ed infine sulla terribile e conseguenziale deriva. Crudo.

".....fissano insieme la tomba, poi Cosimo si stanca e comincia a vagare con lo sguardo: il carrubbo, il muretto, il cielo, le stelle, la casa. La casa è casa sua. Ce l'ha sempre davanti agli occhi e non la nota mai. Ora, sia pure alla pallida luce della luna, ha tempo e modo di osservarla per davvero. Come volume complessivo è grossomodo un cubo. A farci caso, forse, risulta un pò più alta che larga, ma probabilmente a dare quest'impressione sono gli spuntoni di metallo che sporgono dalle colonne del tetto piatto. Quando suo padre la fece costruire realizzò il grosso dei lavori ripromettendosi poi di completarli col passare degli anni. Nelle intenzioni era previsto anche un piano rialzato dove Cosimo sarebbe andato a vivere con la sua famiglia, una volta sposato. Solo che suo padre morì, Cosimo non è sposato e il piano di sopra non s'è mai costruito. Sono rimassti solo quei moncherini di colonna a far presente che, volendo, l'ipotesi di realizzare un altro appartamento è sempre praticabile, se ci fosse la necessità e se ci fossero i soldi. Se ci fossero i soldi si potrebbe anche, finalmente intonacare i muri esterni, che sono rimasti coi mattoni a vista e danno un senso di precarietà. Ma non è questo che dà più fastidio a Cosimo: sono gli spuntoni di metallo sul tetto a ricordargli tutte le cose che avrebbe dovuto fare e non ha fatto...."

Segnalazione di servizio. Attivati i feed

Ho attivato i feed. Per chi li utilizza e volesse iscriversi.

sabato 19 luglio 2008

Bella Livio!

Non ci posso credere.

Avevo tredicianni

Il giornale era li poggiato su quella panca fatta di pali di castagno e legature.
I capi Reparto erano appena tornati dal paese in cui si recavano per comprare le provviste necessarie per ogni giorno di campo. Non sorridevano come sempre. Ci lasciarono liberi di giocare e continuare nelle nostre goliardate adolescenziali.
Gaspare iniziò a fumare sul retro della tenda mentre i più piccoli si inseguivano lanciandosi sassolini ed acqua. Altri si misero a giocare a roverino, in quell'atmosfera sospesa nella quale beatamente sguazzavamo. Salvo ad un certo punto tirò quel cerchio di corda fin li, su quella panca dove Angela stava per raccogliere il giornale. Toccò a me recuperarla e avvicinandomi non potei fare a meno di guardare quella prima pagina.
Angela mi guardò e poi, tra gli occhi lucidi, ci raccontò quello che era successo e che li, lontano da Palermo, non potevamo sapere.
L'avevamo conosciuto un mese prima in quella veglia che da piazza Magione si snodò fino a riempire pienamente la chiesa di San Domenico. Ricordavo di quella serata le luci lungo via Roma, la piccola resistenza elettrica donataci, ma non riuscivo a ricordare quelle parole con cui ci aveva salutato. Il messaggio lasciatoci. Aurelio, il nostro capo ce le ricordò.
Ci scoprimmo tutti quanti a guardare le nostre piccole resistenze.
Vivemmo cosi, da lontano, il boato di quei giorni d'estate palermitana.
Dopo tutto questo tempo, quella piccola resistenza la conserviamo ancora?
P.s. Questo post è anche su Palermo Blogolandia.

Silenzio

giovedì 17 luglio 2008

Riflessioni altrui

A proposito anche di quello detto prima, riporto questi post dal blog del circolo Barack Obama e de iMille. Due circoli in cui da qualche tempo bazzico e dei quali condivido molti punti di vista sulla visione, in generale, della società che vorrei. In una maniera costruttiva che nulla ha a che vedere con il cazzeggio delle critiche sterili.

La prima riflessione
è:

"L’Italia è:
al 15° posto in Europa per produttività del lavoro (per ora lavorata);
al 17° posto in Europa per quota di PIL destinata a Investimenti in Ricerca e Sviluppo;
al 23° posto in Europa per quota di PIL destinata alla Spesa in ICT
al 24° posto in Europa per quota di PIL destinata alla Formazione delle risorse umaneal 16° posto in Europa per Formazione Continua (percentuale di adulti che la fanno)
La nostra migliore università pubblica è al 173° posto nella graduatoria dei migliori atenei del mondo. Qualche consolazione e le fonti qui."

La seconda riflessione è sulle politiche economiche del governo, che da liberista è passato ad attuare una politica di tipo totalmente opposto. Vista la lunghezza, lascio a voi la lettura direttamente da li dove si trova.

Sfogo per i risvegli dell'ultima ora

A te che sbuffi sentendo parlare di politica, economia e balle varie, e che ti lamenti e basta stanco della situazione. Dov’eri quando le vacche erano grasse, quando era tutto ben distribuito e con le briciole dell’impero campavi bene? Non eri forse a far la coda per il tuo bell’LCD o pochi giorni fa a spendere un esagerazione per un telefonino di cui non conosci che le funzioni base? E allora forse quest’occasione ti faccia aprire gli occhi e questa crisi economica (in arrivo o già in atto, chi lo sa) sia l’occasione per pensare a quanto scialacqui, a quanto di quello che hai intorno è superfluo. Tutti i discorsi sui nostri consumi esagerati li sento da quando leggevo Topolino e raccoglievo il SuperQuest, ma tu dov’eri? E non è che adesso io mi senta migliore di te ad esser salito sullo stesso carro, nonostante abbia sempre tenuto il freno un pò tirato, per formazione ed educazione….Ma non mi venire neanche a fare quei discorsi per i quali verdi, ambientalisti, terzomondisti siano il peggio che possa accadere per la nostra società, sono soltanto quelli che avevano visto l’iceberg arrivare e che gridavano aiuto, senza poter usare il timone per virare. Se vuoi vivere cosi tanto meglio, ma almeno non mi venire a raccontare stronzate solo adesso. E soprattutto non mi dare dell' idealista, perchè nonostante tutto preferisco il sogno alla rassegnazione.

Per Blogolandia

Ieri l'urbar blog di Palermo mi ha chiesto di scrivere un post sul Festino. Qui trovate cosa ho buttato giù.

martedì 15 luglio 2008

Domenica a Venezia

Qui. Ci sono anche le foto di Udine.

Una piacevole compagnia

Se non sapete cosa ascoltare quando studiate, o quando avete bisogno di un sottofondo non sovversivo ad accompagnare le vostre faccende, vi consiglio questa webradio. Si può anche ascoltare da ITunes, naturalmente

Il Sindaco è a cena a Castel Utveggio....

Geniale la trovata di ieri dei grillini di Palermo durante il Festino. Per chi non vive a Palermo, e non ne sa nulla, qui se ne parla abbondantemente. La penosa storia in breve ha visto la creazione della zona a traffico limitato per le vie della città con metodi e criteri piuttosto ambigui, soprattutto per quanto riguarda l'assegnazione dell'appalto e la gestione della ZTL. Il risultato è stato la cancellazione da parte del Tar della direttiva comunale e il caos creato dai cittadini che adesso richiedono il rimborso del pass. Questo e una lunga serie di provvedimenti hanno creato nei confronti dell'amministrazione e del sindaco più "cul" d'Italia.
Ad ulteriore dimostrazione del clima non idilliaco ieri sera Dieghito non è salito sul carro della Santuzza in una tradizione che dai tempi di Orlando univa i palermitani al proprio sindaco, in un'orda di fischi o applausi, come a sancirne l'approvazione popolare in tempi in cui i sondaggi non erano cosi di moda. Di questo si è parlato molto oggi su Rosalio.it (con questo e quest'altro post), e anch'io ho lasciato qualche pensiero. Il dibattito non è il sale della democrazia? E' la sola cosa che ci è rimasta?

Lezioni di cucina da autodidatta: Pollo alla birra

Nella personalissima battaglia per la sopravvivenza, allontanato dalle pietanze succulente prodotte dalle mani di mammà, il problema del cibo si è spesso risolto in maniera molto banale con cibi di semplice cottura. Frittate di ogni tipo, fettine di carne in varietà, una discreta conoscenza del mondo degli ortaggi presenti sugli scaffali del supermercato con scoperta di varietà di insalate sconosciute, e poi divagazioni sul tema che non lascino perdere più di pochi minuti sui fornelli. Trovo noioso perdere tempo con fornelli e porzioni per un tempo superiore al quarto d'ora. Ma proprio per questo motivo accetto la sfida cimentandomi in piatti leggermente più elaborati, che ad un certo numero di palati non sono dispiaciuti. Dopo aver raffinato le mie capacità con gli spaghetti con il pistacchio stasera ho deciso di tentare la fortuna con il "Pollo alla birra".
Una rapida ricerca ed ecco trovata la ricetta, che da novello gourmet vi espongo nella versione da me preparata:

Ingredienti:
-Pollo a fettine;
-Farina;
-Sale e pepe;
-Cipolla;
-Birra.

Tagliata la cipolla, si prepara il soffritto con un filo d'olio. Nel frattempo si tagliano le fettine cosi da ottenere dei bocconcini che verranno infarinati e conditi con olio e sale.
Quando il soffritto è pronto si versa nella padella e si cuoce fin quando non risulti ben dorato. A questo punto entra in gioco la birra (io ho usato una birra abbastanza indecente, e il risultato è stato ottimo, quindi non occorre dilungarsi molto nella scelta, usate quella che avete in casa), che va versata fino a coprire completamente il pollo. Si lascia cosi cuocere a fuoco lento coprendo la padella con un coperchio per circa 30 minuti. Finita questa si scopre e si alza il fuoco cosi da far raggrumare la birra restante. Il risultato è una pastetta deliziosa che ricopre totalmente il pollo e che non si sottrae alla scarpetta.
Se ci sono riuscito io senza far danni credo sia alla portata di tutti :-)

Balliamo sul mondo

Ale mi ha segnalato questo video geniale. Matt gira (anche solo grazie al fotomontaggio) per il mondo e la danza coinvolge tutti.


Da questo sito.

Il potere della pubblicità

Siamo seri

Ora capisco e posso condividere tutte le opinioni sulla politica del governo in carica ma devo dire che l'atteggiamento della Spagna sta diventando veramente fastidioso per non dire controproducente. Pensare che i media Italiani siano fomentati dal governo per raccontare ciò che è avvenuto a Lloret de Mar e per distogliere l'attenzione dalle "malefatte del governo" è una delle più grandi baggianate sentite dire. Se fosse cosi dovremmo pensare che a Perugia, a Cogne, ad Erba, a Novi Ligure tutti quegli omicidi siano opera dei servizi segreti deviati che cosi evitano a Porta a Porta di parlare della politica Italiana! Ma dai, suvvia, come direbbe Mughini.
Poi c'è quell'altra storia sulla Betancourt (almeno una storia a lieto fine) che presa possibilmente dallo shock della lunga prigionia ha raccontato di aver solidarizzato per qualche oscuro motivo con Zidane e la sua testata. Non so cosa possa aver spinto una pacifista convinta come lei a fare una simile dichiarazione, ma è di ieri la notizia che Zapatero abbia regalato ad Ingrid Betancourt una maglia di Zidane, come a voler sottolineare l'ostilità verso il governo (o l'Italia) . Non capisco quale senso possano avere simili comportamenti quasi infantili. Abbiamo guardato negli ultimi anni alla Spagna come una terra promessa per molto di quello che vorremmo anche qui, ma tali comportamenti non credo che producano una reale dialettica propositiva ne cambieranno mai l'atteggiamento della maggioranza dei nostri concittadini nei confronti del nostro governo, forse ci faranno guardare alla Spagna come ad un paese meno evoluto di quanto sospettavamo.
Ci tengo comunque a sottolineare che non lo siamo neanche noi se ancora c'è qualcuno capace di leggere simili articoli scritti da questi avvoltoi con il crocifisso al collo.

Con gli occhi rivolti al Cassaro

Il carro scorre lungo il Cassaro e avrà ormai raggiunto il Foro Italico. Da Parma cerco sulla rete qualche immagine dei fuochi d'artificio, compagnia immancabile dell'inizio di ogni estate. Un'ora o anche più a tenere gli occhi in su stancandosi e sperando che finiscano il prima possibile ed intanto non riuscir a staccare gli occhi e andarsene. Il sudore della folla accalcarsi per le strade che rimarranno irriconoscibili coperte da scorze di melone e babbaluci, sporche come non mai. Il Sindaco che non sale più sul carro per paura delle urla di rabbia dei palermitani che torneranno a votarlo la volta successiva. Perchè è proprio vero che noi Siciliani siamo legati alle "tradizioni" e restii a voltare pagine.
Stasera contemporeanamente, forse più che ogni sera, noi Palermitani sparsi per l'Italia (e non solo) volgiamo il nostro pensiero alla nostra città levando la nostra sola reghiera ed in questa comunanza siamo li ad aspettare l'ennesima masculiata. A te Santuzza!

giovedì 10 luglio 2008

Lorè Tour Safari

Ieri sera a Carpi. Concerto per Emergency di Lorenzo Jovanotti. Quel ragazzo, nonostante i 41 anni è troppo carico..... grazie al cielo.
Chi può averne l'opportunità vada a vederlo, è una scarica di adrenalina, una grande festa da cui non si rimane delusi. Ho fatto qualche foto e qualche video, tanto per gradire. Gli effetti visivi proiettati sono una delle cose più belle del concerto, se non la più bella. Credo che una tale attenzione per ogni particolare, una tale creatività ed energia in Italia non la dia nessuno.
video
video video

Una bussola, please!


Visualizzazione ingrandita della mappa

E' stata una settimana nella quale si è camminato tanto. Avverto un pò di stanchezza, adesso che sono fermo. Pordenone, Udine, Parma, Volterra per poi finire nei dintorni di Milano. Itinerari dettati da ragioni diverse, racchiudono forse l'essenza di tutto un percorso. L'amore, il lavoro, la speranza, come negli oroscopi alle ultime pagine dei Rotocalchi. Ho scoperto posti meravigliosi da cui nulla mi sarei aspettato, dalle strade di Pordenone ai vicoli e le piazze di Volterra.
La stanchezza che accumulo viaggiando rilascia però sensazioni piacevoli, il movimento mette in circolo ogni molecola appagando il mio organismo. Questa è stata poi la settimana delle scelte, e su questo ci sarebbe molto da dire, ma di certo non è un discorso da sprecare su poche righe. Basterà sapere che cambierò nuovamente vita, da Settembre, una nuova città, un nuovo lavoro, nuovi volti da conoscere. Di traguardi non ne vedo, ma gli obiettivi sono molto più chiari adesso.

mercoledì 9 luglio 2008

La famiglia Lodo

martedì 8 luglio 2008

La follia è dietro l'angolo

Prima di cominciare a lavorare nel meraviglioso campo dell'IT pensavo che queste immagini di cui sotto fossero realmente costruite da pseudo attori a raccontare un mondo inesistente.



Adesso, a quasi un anno dall'ingresso in azienda, so di essermi trovato spesso in situazioni vicine a quelle illustrate. Non so se sia il rincoglionimento lanciato dall'utilizzo continuo di questi laptop, se siano le richieste allucinanti dei clienti, ma sono sicuro di aver schivato tali situazioni soltanto per l'acquiescenza di tanti.




L'ultimo evento è stato modellato in questo splendido teorema:


T1: Teorema della sovrapposizione dei fluidi [Ovvero applicazione del fenomeno di rimbalzo di un flusso d'aria.]
Sia dato un rompicoglioni M , un ventilatore da tavolo V posto ad una distanza x da M, ed il flusso d'aria F generato da V. F provoca su M un aumento della funzione di scoglionamento S(x) la quale è inversamente proporzionale alla stessa distanza x.
Pertanto al tendere a zero della distanza x la funzione S(X) tende a all'infinito. Questo in virtù del fatto che il flusso F subisce un singolare fenomeno di rimbalzo provocato da una fantomatica superficie $(M) nota solo e soltanto ad M.
C1: Corollario.
Sia dato M rompicoglioni noto in T1. Sia GES3E l'ufficio e C un generico collega di M diverso da M stesso.
Data la funzione CSM(C) indicante la sensazione di Cactus Sotto (i) Maroni provocata in ciascun elemento C dallo scoglionamento S(x) di M nota in T1 esse sono direttamente proporzionali. Pertanto il limite per x che tende all'infinito della funzione di scoglionamento S(x) di M comporta la rapidissima convergenza all'infinito della funzione CSM(C) per ogni collega C. Sia inoltre N il numero di spine del Cactus anch'esso converge all'infinito con modalità esponenziale al tendere all'infinito dello scoglionamento S(x).

venerdì 4 luglio 2008

Anche le mucche, nel loro piccolo.....


...si ribellano, scappano per i monti, sfuggano dalla civiltà che li vuole bistecche. Un "Into the Wild" in salsa bovina.
Una storia di libertà, trovata su Nazione Indiana.com

Ah les vaches! di Carlo Grande

Si chiamano “Primula”, “Camomilla” e “Margherita”, sono scappate alla fine dell’estate scorsa, mentre le altre centosessanta sorelle salivano disciplinatamente sui camion per scendere a valle, al termine della stagione degli alpeggi. Sono rimaste tutto l’inverno oltre i duemila metri di quota, sulle montagne piemontesi di Pragelato, in Val Chisone, vivendo allo stato brado, sfuggendo a una decina di tentativi di cattura da parte di margari, addetti del Comune, veterinari e privati cittadini “che avevano offerto collaborazione”, come nel Far West. Chi è andato a cercarle ha potuto solo osservarle da lontano, perché appena cercava di avvicinarsi a meno di trecento metri le vedeva fiutare l’aria e scappare lontano, sempre più in alto. Le “fuggitive” sono tre giovani mucche di razza piemontese (fra l’anno e mezzo e i due anni), protagoniste di una “fuga per la libertà” che ha dell’eccezionale: hanno passato l’inverno ad alta quota, a temperature proibitive (è cresciuto loro il pelo, come agli yak tibetani), sono sopravvissute ai lupi che bazzicano i valloni, sono sfuggite alle laboriose catture con “teleanestesia”, con proiettili-siringa, cioè muniti di narcotici. Hanno resistito sei mesi, superando d’un balzo – per qualche straordinario “richiamo della foresta” - millenni di adattamento all’uomo.

La grande fuga dei bovini è terminata pochi giorni fa: “Erano ormai inselvatichite, verso di noi non mostravano più alcun timore” dice Vincenzo Fedele, responsabile dei veterinari dell’Asl 3 di Pinerolo. Come partigiani si erano acquartierate vicino alla borgata Allevè, che gode di un’ottima esposizione. “Chi le ha viste – ha scritto qualche settimana fa l’Eco del Chisone - le ricorda più veloci dei cervi, quando scappavano, anche immerse nella neve, sempre in formazione compatta. Dietro, una scia che pareva quella di uno spartineve. Senza mai voltarsi, verso la primavera”.

Con la primavera, però – agli inizi di maggio – sono state riacciuffate: spinte dalla fame erano scese a quote più basse, sono state attirate in un recinto, dove era stato messo del foraggio. Dopo una ventina di giorni, a metà aprile, una è stata catturata, mentre le altre hanno ripreso testardamente il largo. Le hanno bloccate sette giorni dopo, erano in ottime condizioni di salute: niente tracce di malattie come la Tubercolosi e la Brucellosi bovina, (trasmissibili all’uomo), nessun pericolo per le altre specie di animali selvatici.
Fine della corsa, rientro nei ranghi. Rimane la loro stagione di pura avventura, come banditi, come contrabbandieri d’antàn, leggendari in tante montagne. Le tre giovani mucche - impossibile non provare un moto di simpatia per loro – sono state protagoniste di una storia d’altri tempi, inimmaginabile per gran parte degli uomini, figuriamoci per animali della loro specie. Ora le tre ribelli sono rinchiuse in qualche stalla della pianura Saluzzese, chissà se i margari le riporteranno lassù, quest’estate, sugli amati pascoli di Traverse e Mendie, dove hanno corso una stagione “sul filo del rasoio”, come “Blade runner”. Anche i replicanti erano “lavori in pelle” destinati a essere “ritirati”. Nel film uno di loro era un esemplare femmina “da piacere”, un’altra (come il maschio, Rutger Hauer, peraltro), decisamente da combattimento.

Anche le manze hanno bravamente combattuto, per non tornare a valle, per restare fuori dal gruppo. Anche i bovini – ora lo sappiamo - qualche volta, nel loro piccolo si arrabbiano.

Dentro l'ipermercato

Qualche anno fa avrei pensato che un concerto in un centro commerciale rappresentasse l’uccisione dell’arte. Cosi fu, ieri sera però vado al Centro Torri (l’iper mega centro commerciale di Parma), dove tra borse della spesa, carrelli e vetrine illuminate, voglio sentir suonare i Baustelle. Il centro commerciale aperto anche di notte per accogliere l’annoiato passiò dei parmigiani ha preso il posto delle piazze dei nostri paesi in cui sentivamo cantare Little Tony e Adriano Pappalardo. Quando ancora vivevo in Sicilia tendevo a sottovalutare il fenomeno, ma giunto a Reggio Emilia ho subito capito l’importanza e la necessità di questi non luoghi. Mi capitava cosi, nei primi pomeriggi da straniero in patria, di soffermarmi in quelle piazze per sentire un calore che altrove non esisteva. Quando mi spingevo fino al centro della città, in quei giorni di febbraio, si entrava in quel regno di tristezza che forse solo le piccole città invase dalla nebbia ti sanno dare. Tra quelle vetrine invece la gente trovava quel surrogato della vitalità che era abitudine a Palermo. Sorseggiavano caffè, sfogliavano libri, compravano broccoli e carote, passavano dal barbiere e pagavano le bollette. Caldi in inverno e freschi d’estate, nei centri più grandi puoi stare perfino tutto un sabato. Puoi far la spesa della settimana, posare i pacchi in macchina e andare a fare un giro per i negozi d’abbigliamento, e tra un capo e l’altro mettersi in coda per la cena al ristorante messicano/giapponese/indiano, finir di digerire la cena alla sala giochi nella quale i bimbi si divertono a collezionare cartoncini per improbabili peluche, e concludere la serata al multisala vedendo Indiana Jones e trangugiando chili di pop-corn. Una situazione da incubo che in una vita può accadere, cosi com’è accaduto a me. Dopo tutto questo, le serate “aperte” non sono che la naturale evoluzione (involuzione).
Per questo potrei mettermi nei panni del radical-dandy-noglobal-alternativo e giudicare un concerto dei Baustelle in questi centri un vero e proprio delitto. Ma sono uscito da questo tunnel di luoghi comuni quando ho compreso che, baby, questo è il futuro, che ci piaccia o no. E’ il mercato a dettare le sue regole, e se non le accetti difficilmente riuscirai a mangiare a fine serata. Anzi, mi risultano adesso indigesti gli appartenenti alla suddetta categoria che con il portafoglio pieno sparan giudizi. Non esistono attenuanti per questi, il successo della band amata è uno spettacolo a cui assisterebbero meno volentieri della caduta di un angelo impertinente dal Paradiso. Solo nella fame c'è redenzione. Ma un pensiero è giunto sentendo cantare queste note che dicevano:

E’ difficile resistere al Mercato, amore mio
Di conseguenza andiamo in cerca
di rivoluzioni e vena artistica
Per questo le avanguardie erano ok,
almeno fino al ’66
Ma ormai la fine va da sé
E’ inevitabile
Anna pensa di soccombere al Mercato
Non lo sa perché si è laureata
Anni fa credeva nella lotta,
adesso sta paralizzata in strada
Finge di essere morta
Scrive con lo spray sui muri
che la catastrofe è inevitabile

Vede la fine in metropolitana,
nella puttana che le si siede a fianco
Nel tizio stanco

Nella sua borsa di Dior
Legge la Fine nei sacchi dei cinesi
Nei giorni spesi al centro commerciale
Nel sesso orale, nel suo non eccitarla più
Vede la Fine in me che vendo dischi
in questo modo orrendo
Vede i titoli di coda nella Casa e nella Libertà

E’ difficile resistere al Mercato, Anna lo sa
Un tempo aveva un sogno stupido:
un nucleo armato terroristico
Adesso è un corpo fragile
che sa d’essere morto e sogna l’Africa.
Strafatta, compone poesie sulla Catastrofe

Vede la fine in metropolitana,
nella puttana che le si siede a fianco
Nel tizio stanco
Nella sua borsa di Dior
Muore il Mercato per autoconsunzione
Non è peccato, e non è Marx & Engels.
E’ l’estinzione, è un ragazzino in agonia.
Vede la Fine in me che spendo soldi
e tempo in un Nintendo
dentro il bar della stazione
e da anni non la chiamo più.

Cosa c’è di più eversivo e rivoluzionario di tutto questo, raccontare i barbari in cammino, quando si è invischiati nella melma? E più grave esserci dentro o non rendersene conto?



Quann'era cu tia cuttuni cugghia

Per i miei coempaesani, vicini e lontani, ecco a voi una carrellata di proverbi siculi:




E continuate poi a ridere qui.

Cosa sono le pari opportunità?

Magari ce lo facciamo spiegare dal ministro Carfagna?

giovedì 3 luglio 2008

Padroni della verità



Ormai anche i concetti più basilari hanno necessità di essere ribaditi. Berlusconi e la sua coalizione dietro lo scudo della maggioranza raggiunta alle elezioni crede di possedere la verità, e quindi di sapere ciò che il popolo vuole. E ciò per cui i suoi elettori l’hanno votato è per ottenere la sua impunità e per non essere intercettati (non capisco perché a me non mi beccano mai, eppure i miei bei scandali cerco di farli) . Bontà loro, a farsi fregare una volta si può essere ingenui, a farlo per tre volte si è imbecilli.
Riporto la lettera di Umberto Eco, a proposito della manifestazione di giorno 8 Luglio contro il governo. Esprime, come ho detto prima, concetti basilari. Dovremmo essere tutti li a manifestare quel giorno.

“Cari Amici,
mentre esprimo la mia solidarietà per la vostra manifestazione, vorrei che essa servisse a ricordare a tutti due punti che si è sovente tentati di dimenticare:
1) Democrazia non significa che la maggioranza ha ragione. Significa che la maggioranza ha il diritto di governare.
2) Democrazia non significa pertanto che la minoranza ha torto. Significa che, mentre rispetta il governo della maggioranza, essa si esprime a voce alta ogni volta che pensa che la maggioranza abbia torto (o addirittura faccia cose contrarie alla legge, alla morale e ai principi stessi della democrazia), e deve farlo sempre e con la massima energia perché questo è il mandato che ha ricevuto dai cittadini. Quando la maggioranza sostiene di aver sempre ragione e la minoranza non osa reagire, allora è in pericolo la democrazia.
Umberto Eco”

martedì 1 luglio 2008

E da noi?

Si continua a parlare di muri da ripulire, un pò come ieri. Qui da noi le azioni di civiltà sono imputabili a pochi individui, tali comunque da non costituirne una entità rilevante. Non per fare l'esterofilo che pensa che altrove sia sempre meglio, ma leggere di questa notizia mi fa pensare ad un livello di civiltà inimmaginabile. Chi da noi provasse ad assumere questi atteggiamenti verrebbe qualificato come "spia", "infame" o "pezzo di mer....", in Giappone invece:

Giapponesi imbrattano Firenze. Scoperti dai connazionali e puniti


FIRENZE - Turisti e "writers". Un fenomeno crescente tra i giapponesi. Arrivano perfino dalla "Firenze del Sol levante", Kyoto, per imbrattare la Firenze originale. Sfuggono alla giustizia italiana, ma non all'occhio vigile e alla coscienza civile - evidentemente globale - dei propri connazionali, che li segnalano, nel loro Paese, con conseguenze che vanno fino al licenziamento, se il "writer" svolge una mansione che riveste funzioni di controllo o educazione sociale. Casi che si sono ripetuti con crescente frequenza, fino al punto di scatenare forme di "controllo diretto" da parte della maggioranza nipponica che va in giro per il mondo senza lasciare tracce scritte di sé. Un fenomeno da bollare come una "vergogna", in una cultura così attenta anche alla componente formale delle relazioni umane e sociali.
Nel capoluogo toscano, è il terzo caso segnalato in pochi giorni. Pizzicati dai concittadini mentre lasciavano ricordi sul Duomo, cinque giovani sono stati prontamente segnalati in patria e sanzionati. L'ultimo a essere scoperto è stato un insegnante trentenne di una scuola superiore che, subito rimosso dalla carica di allenatore di baseball della squadra dell'istituto, rischia ora addirittura il licenziamento in tronco. Nonostante quella dei graffiti, nel Paese del Sol Levante, sia un'arte come e forse più che in Occidente - li chiamano Rakugaki, nello slang giovanile Rackgaki.
Quello del giovane insegnante è l'ultimo di tre episodi venuti alla luce nell'ultima settimana. Nel primo caso, una studente del primo anno del College femminile della città di Gifu si è "limitata" a scrivere la data, il proprio nome e quello di altri amici sul marmo. La liceale, che studia design contemporaneo, è stata segnalata direttamente al college da altri turisti. Il college le ha impartito un duro "avvertimento" verbale, poi ha contattato l'Opera di Santa Maria: avendo appreso che la direzione della chiesa non intendeva avanzare richieste di risarcimento, ha costretto la studente a inviare una lettera di scuse, cui ha allegato quelle dell'Istituto.
Nel secondo caso, a imbrattare una colonna della chiesa sono stati tre studenti universitari in economia e lingue, tutti del secondo anno, dell'Università Sangyo di Kyoto. Per loro è arrivata una sospensione di due settimane, accompagnata dalle lettere, sia dei protagonisti dell'episodio che del rettorato. "Ho fatto una cosa tremenda, mi vergogno profondamente" ha detto - o è stato invitato a dire - uno dei tre.
Sui media nipponici si è scatenata una vera e propria "caccia ai vandali" con tanto di speciali televisivi sui principali network. Yomiuri e Asahi, i due maggiori quotidiani del Sol Levante, chiedono nell'edizione odierna scusa per il comportamento a dir poco "scorretto" dei propri connazionali.

Schedateci tutti

Ieri a Mondello ero circondato da un gruppo di Rom. Vedevo tantissimi bambini correre in acqua e giocare tra loro come tutti gli altri bambini dovunque nel mondo.
Pensare che potrebbero essere schedati e trattati come criminali è quanto di più basso possiamo fare. Significherebbe tacciarli a vita di una possibile vita da criminali.
E' la logica preventiva che mi fa paura, e che si fa largo per ogni possibile causa.
A questo punto schedateci tutti, prendete pure anche le nostre impronte.

Gesti

La situazione, come dice Celentano, non è buona.
Siamo qui a lamentarci per tutte ciò che non ci piace e che vorremmo diverso.
Il sentimento comune però è di impotenza e di assefuazione, dettata forse dalla sensazione di solitudine, come naufraghi su un'isola deserta vorremmo trovare il nostro Venerdì che ci aiutasse a non essere sbranati dai cannibali.
L'assefuazione va combattuta momento per momento, va coltivata continuamente l'arte di indignarsi per ciò che non ci piace e quando è necessario occorre anche saper rimboccarsi le maniche.
Pochi giorni fa, non del tutto casualmente, ho ricevuto da Roberta delle foto. Raccontavano di un grande gesto di civiltà, di un esempio che stride con quella che sembrerebbe l'apatia comune.
Ciò che non ci piace va eliminato, senza deleghe. Cosi ha fatto Roberta. Per come la conosco la immagino con la sua biciclettina uscita da una lezione di diritto costituzionale camminare per le strade di Ballarò. E immagino la sua rabbia nel vedere una frase su un muro raccontare la sconfitta di uno Stato incapace di dare delle risposte. E semmai non si possa cancellare l'idea dalla testa di chi scrive una tale frase meglio non fare in modo che ciò diventi il pensiero di chi camminando per quella strada muova la testa annuendo.
E per questo che Roberta ha deciso di tornare li a cancellare quello scempio armata di pennello e vernice bianca di quel candore desiderato ma forse inesistente se non nelle miscele dei chimici.
Basta poco per colorare il mondo intorno a noi.

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