"Io anelo alla mia terra, nella cui polvere si sono consunte le membra e le ossa dei miei. Ricordo la Sicilia, e il ricordo viene dal dolore che mi travaglia. Ma se fui bandito da un paradiso come posso io darne informazioni"

lunedì 31 marzo 2008

Il Canada non lo conosco affatto

Da maniaco della geografia alle medie quando ho scoperto questo gioco è stata la fine.
Finora sono arrivato al livello 12 con IQ 116. Che fatica però!

giovedì 27 marzo 2008

Ellepi

Chiude uno dei negozi di dischi storici di Palermo. Me ne sono accorto sabato passeggiando per Via libertà, ed è stato un piccolo trauma. L'opera di massificazione delle nostre città continua, al suo posto probabilmente aprirà uno di Tommy Hilfiger, in grado di pagare gli affitti assurdi di cui mi ha parlato la proprietaria. Non mi stupisco più di tanto perchè è un qualcosa in atto da tempo anche nella nostra città, quello che non capisco come facciano a fiorire tutti questi negozi iper griffati in una città con disoccupazione alle stelle, precariato latente e stipendi insufficienti. L'immagine è tutto o ci si lamenta troppo?

Io sono qui

Ho provato anch'io il giochetto per capire quale partito si avvicina di più alle tue convinzioni politiche. Dovrebbe consentire agli indecisi di scegliere più facilmente.Questa cosa non posso sopportarla proprio, è assurdo il solo fatto di sentir parlare di indecisi, di gente che non ha idee politiche e si lascia influenzare cosi facilmente da una dichiarazione piuttosto che da un'altra. Dagli ultimi sondaggi si dice che siano il 25%. Preferisco credere che sia soltanto gente che non voglia esprimere pubblicamente il proprio parere.
Tornando a me sono più vicino all'Idv e al PBC (Partito del Bene Comune), ora io li voterei anche questi ultimi, se solo sapessi chi sono!!

Aggiornamento: ho provato anche il politometro di Repubblica:

I'm PD

Finalmente è arrivata la risposta a "Meno male che Silvio c'è", ideata da un circolo del Pd di Milano e che sta spopolando sul web, visto che un pò tutti ne parlano.
A me ha divertito.

Aggiornamento: I Village People hanno fatto togliere il filmato che ieri ho linkato da youtube. L'ho ritrovato qui. A me era sembrata una buona idea.

mercoledì 26 marzo 2008

Quadro futurista

E' un momento di passaggio, quello che viviamo.
Cruciale direi. Lo è stato sicuramente ogni singolo momento, perchè fautore di scelte continue. Ma adesso tutto deve cominciare a prendere forma. Adesso le scelte su cui abbiamo proiettato il nostro impegno devono realizzarsi. Non è semplice e lo vedo. Lo vedo guardandomi in giro e non riuscendo a focalizzarvi. Guardo tutti correre in questa ricerca. Non mi accorgo del mio di movimento a causa di Einstein e della sua relatività. Se dovessi fotografare, immaginare questa scena, questo momento, vedrei solo una scia, il segno di un movimento di un attimo fa, quasi fosse un quadro futurista. Una folla che corre senza direzione nella ricerca di qualcosa che non sa neanche cosa sia. Forse solo quel centro di gravità intorno al quale far girare la propria vita. O forse proprio è il movimento ciò che cerchiamo, ciò che fa muovere i nostri muscoli e riempire di aria. C'è chi, come me, questa ricerca decide di farla in giro per l'Italia (solo per il momento?). Chi preferisce trovarla lontano da questi confini. Chi piuttosto decide di rimanere vicino casa ma forse per questo è colui che non può permettersi più degli altri di stare immobile.
La cerchiamo perchè non è più rimandabile. E questa è l'ansia che sento, l'ansia di far la scelta giusta, di voler vedere realizzati i propri progetti. Ma questi, come diceva qualcuno, vanno fatti per essere corretti, potranno essere sostituiti da altri inimmaginati fino a poco tempo fa e forse anche migliori.
Tutto può cambiare.
Ma non permettiamo che il mondo ci cambi a tal punto da rinnegare ciò in cui crediamo, ciò che ci faceva sognare fino a poco tempo fa. Non permettiamo che ci renda disillusi e senza speranza nel futuro. Se ci guardiamo intorno è forse il rischio peggiore che possiamo correre e tra i pochi che possiamo evitare.
Questo blog è nato anche per questo. Per continuare a raccontare questo movimento, questa speranza di non vedere dispersi quei sogni per i quali abbiamo vissuto.

martedì 25 marzo 2008

Economia Italiana. Un confronto tra Centro Sinistra e Centro Destra

Ho trovato sul sito del circolo online del Pd questa presentazione che consente di comprendere lo stato dell'economia italiana anche a chi come me non ne capisce proprio niente. Anche se un pò noioso ci sono alcuni concetti che è utile comprendere per capire ciò con cui si riempiono la bocca i nostri rappresentanti confidando nella nostra ignoranza.

I gabbiani

Sfogliando un vecchio diario ho trovato una poesia, ricordo quanto mi piacque a suo tempo, tanto da riportarla su quelle pagine, tanto da sentirla mia ancora oggi.






Non so

dove i gabbiani abbiano il nido,

ove trovino pace.
Io son come loro
in perpetuo volo.
La vita la sfioro
come essi l'acqua
ad acciuffare il cibo
e forse come anch'essi
amo la quiete,
la gran quiete marina,
ma il mio destino
è vivere
balenando in burrasca.

giovedì 20 marzo 2008

Il mercato cinese

Non sarà particolarmente piacevole da vedere, ma ho letto sull'Espresso le tecniche usate durante le fucilazioni dai cinesi e soprattutto quello che ne facevano degli organi dei condannati. Terribile.

Facciamo a chi la spara più grossa?

E' ufficiale, i veri protagonisti di questa campagna elettorale sono i figli di Berlusconi. Dopo le migliaia di proposte di matrimonio dalle precarie Italiane adesso dovranno comprare pure Alitalia partecipando alla fantomatica cordata di acquisto rimasta silente finora e che adesso, magnificamente in orario sulla campagna elettorale viene annunciata da Silvio. Quello che al momento giusto la spara grossa e dice: "Ci penso io!".
E se volete una previsione immagino già che il 14 Aprile questa cordata meravigliosamente sparirà, Silvio dirà che noi abbiamo frainteso e intanto Alitalia sarà fallita perchè persa l'ultima possibilità Francese non ci sarà nessuno disposto a comprarla!
La cosa più assurda di tutto questo è che coloro che si dichiarano liberisti sono diventati d'improvviso quasi statalisti, e viceversa!!

P.s. Come già preannunciato ha ricominciato anche con le vecchie accuse. Io lo adoro quest'uomo, è troppo prevedibile!

Torna l'Emiro

Leggo con curiosità che a Palermo stanno per tornare gli Arabi. Con fior di quattrini (per la precisione 2 mld di euro) hanno intenzione di comprare il centro della città in maniera tale da cominciare un'opera di riqualificazione. Si ritorna indietro a più di mille anni fa, ai tempi in cui gli Arabi erano padroni della Città, "Balarmuh" per loro, e che viene ancora ricordata dagli storici come tra le più floride per la nostra terra.
Un'epoca di cui forse ci rimane troppo poco a causa della distruzione fatta già delle loro opere da coloro che li sostituirono nel dominio della Città, i Normanni di Federico II di Svevia, dei barbari che si fecero meravigliare da quella cultura e dalle capacità dell'intellighenzia Araba tanto da volerli a corte, tanto da dare a loro stessi ruoli principali nella costruzione di molte opere, che cosi risentirono di quell'influsso. Basti pensare a San Giovanni degli Eremiti o alla Martorana, esempi di una mescolanza di culture ed un rispetto altrui di cui dovremmo conservare memoria ai nostri tempi. Molto di più è rimasto forse nella cultura e nei nomi dei nostri quartieri, come la Kalsa, o ancora nelle opere più nascoste, come quella meraviglia costituita dai Qanat.
Certo sono passati millenni e non si può parlare più in questi termini, ma sicuramente gli Arabi a Palermo hanno storicamente fatto e fanno meno paura rispetto a quanto raccontano le cronache in giro per il mondo.
Adesso non arriveranno più con cammelli ma a bordo di lussuosissime fuoriserie, ma allo stesso modo credo che un investimento cosi forte non può che fare bene alla nostra economia. Guardandoci intorno, non esiste una minima risorsa economica autoctona in grado di finanziare un'opera di questo tipo, viviamo di assistenzialismo statale da sempre, e quindi ritengo sia un bene che fondi esteri entrino nel nostro territorio per sistemare il nostro centro storico, abbandonato nell'epoca del boom edilizio dalla borghesia palermitana. Certo, non verranno a fare di certo beneficienza, vorranno qualcosa in cambio, ma se un pò di quello spirito e di quei soldi entrano nella nostra terra e danno una spinta in più all'imprenditoria per cosi dire di contorno, a costituire anche un semplice indotto, ciò costituirà un movimento, e questo di per sè costituisce una notizia per la Sicilia.

martedì 18 marzo 2008

Non era così difficile

Negli ultimi giorni finalmente si sentono voci critiche dalla Chiesa e da ciò che vi ruota attorno, prima con gli editoriali del direttore di Famiglia Cristiana e adesso dalla Cei. Hai visto che non era cosi difficile dire certe cose!

La Repubblica.it » News: “L’attuale sistema elettorale obbliga gli elettori cattolici ad un maggiore discernimento, in quanto non possono scegliere direttamente chi sara’ eletto: ‘la valutazione - ha affermato il segretario della Cei, mons. Giuseppe Betori - dovra’ riguardare sia il programma che viene proposto che le persone presenti nella lista. E non si possono separare i valori, scegliendone qualcuno e rinunciando ad altri. Occorre soppesare invece l’insieme dei valori’. Secondo il segretario delal Cei, poi, ’sarebbe auspicabile che prossimo Parlamento cambiasse il sistema elettorale e restituisse cosi’ democrazia perche’ l’attuale sistema rappresenta un potere oligarchico’.”

Noi non abbiamo il morbillo!

Ho trovato questa cartina sulla rete costruita da una ricerca di MedioBanca sulla distribuzione delle aziende in Italia. Guai a lasciarsi contagiare!

Il Silenzio dell'Occidente

Assistiamo in sommesso silenzio alla strage in atto in Tibet. Il governo cinese liberamente decide di esercitare il proprio potere militare e il mondo intero rimane a guardare. Prevale come sempre l'economia sui diritti. La politica si dimostra incapace di dimostrare la propria supremazia, e anche la Chiesa si guarda bene da esprimere un parere forte su ciò che accade.
L'unica proposta risulta quella di boicottare le Olimpiadi, perchè il più che possiamo fare è provocare un danno simbolico. Forse inutile, è lo stesso Dalai Lama a sostenere che sia del tutto inappropriato penalizzare milioni di cinesi. E questo fa entrare ancora più in confusione ma ci fa comprendere la forza spirituale di questa guida deposta del suo potere, rimpiazzato da un Cinese nel suo ruolo e costretto a vagare per il mondo mendicando strette di mano.
Credo però che sia l'unico modo in mano a noi cittadini di quell'Occidente "patria dei diritti" esprimere in qualche modo il nostro dissenso. Anche se le federazioni sportive non boicotteranno le olimpiadi, potrebbe essere una bella utopia immaginare degli spalti vuoti e gli ascolti ai minimi storici, così da far crollare ogni introito pubblicitario e rispondere in maniera cosi diffusa alle stragi in atto.


Da leggere: Se prevale la RealPolitik di Federico Rampini

lunedì 17 marzo 2008

Lo scout moderno

I luoghi comuni sono comunque abbastanza stupidi. E cosi quando vengono sfatati fanno sempre un po notizia. Si scopre cosi che gli scout non rientrano nel quadretto buonista di bamboccioni che fanno attraversare le vecchiette, un pò ottusi ed inquadrati (come visto anche nell'ultimo film di Verdone)! Con stupore una ricerca svolta su 2.500 scout di 25 paesi europei durante il Roverway 2006 e presentata alla Provincia di Firenze ha scoperto che "il moderno adolescente scout ritiene possibile ubriacarsi, farsi le canne, fare sesso prematrimoniale e non dice no all'aborto. Per 8 scout su 10 ci si puo' ubriacare, per 1 su 2 'farsi le canne', oltre il 90% accetta il sesso prematrimoniale , oltre il 42% non avrebbe problemi a fare sesso con una persona sposata, 9 su 10 non escludono l'aborto".
Per chi vive questo mondo non è di certo una novità. Lo scout non è di certo un alieno, ma un ragazzo che segue un percorso e matura le sue scelte secondo le proprie peculiarità all'interno di una proposta educativa difficilmente rintracciabile all'esterno. E tutte queste si intrecciano con la vita che si vive "fuori". I contrasti e le contraddizioni evidenziate da questa ricerca sono il seme che alimenta la crescita e senza il quale la proposta perderebbe molto del suo senso.

Il programma della Finocchiaro

Manca poco meno di un mese alle elezioni Siciliane, momento che porta con se speranze di cambiamento e presagi di ennesime delusioni. Vista da lontano ho l'impressione di assistere ad una campagna elettorale vissuta sul basso profilo, senza quel vigore che sarebbe necessario per mostrare quelle che sono le esigenze e le richieste di una terra che ha bisogno oggi come mai di mostrare il suo volto migliore. Capiremo attraverso queste elezioni cosa vuole la maggioranza dei Siciliani. E lo capiremo credo abbastanza definitivamente, perchè oggi non possono esistere più alibi. O si sta da una parte o dall'altra. O si vuole che tutto resti uguale a prima o si cerca di dare una direzione al cambiamento.
Da quello finora visto la grande sfida proposta dal centrosinistra è nel proporre un alternativa di legalità, punto senz'altro imprescidibile se si vuole costituire una proposta credibile. Ma la Sicilia ha bisogno di altro. Perchè pur vincendo la battaglia si deve governare costruendo e migliorando questa terra.
Capire quali siano queste proposte non è stato semplice, tanto più perchè soltanto da pochi giorni è online il sito della Finocchiaro. Spulciando quelle pagine non sono riuscito a trovare il programma ma qualcosa che lo rappresenta pienamente, il discorso tenuto alla valle dei templi in occasione del lancio della campagna elettorale. Fuori dalle retorica di circostanza ho letto con particolare attenzione quelle che erano le proposte per capire, che adesso provo a sintetizzare per futura memoria.
Nell'amministrazione pubblica per guarire da quell'inesplicabile lentezza si propone:
- la creazione di una commissione con il ruolo di costruire un piano strategico per rendere efficienti gli uffici della regione;
- favorire la meritocrazia dei dipendenti;
- coinvolgere i cittadini nella valutazione dei servizi;
- approvare una legge sui tempi certi della burocrazia, con tetti massimi per provvedimenti di risarcimento al cittadino e all'impresa se i tempi non vengono rispettati;
- ridurre le carte attraverso una gestione telematica avente anche il ruolo di rendere impossibile l'insabbiamento delle pratiche per favorire amici degli amici.
Ai professionisti siciliani si promette di eliminare gli albi che favoriscono coloro che sono vicini alla politica per eliminare le troppe differenze tra chi è figlio di professionista e chi non lo è.
Aiutare chi non paga il pizzo, chi non inquina, chi non usa capitali mafiosi, chi non sfrutta il lavoro, chi garantisce la sicurezza dei propri dipendenti creando una certificazione di qualità per le aziende che renda conveniente la legalità.
Sulle infrastrutture no al Ponte come unica soluzione al problema della mobilità. Finanziamento delle opere stradali per gli spostamenti tra i piccoli centri e all'interno di grandi città finanziate dal piano ANAS e dalla legge obiettivo per l'importo di 1400 milioni di euro e le opere ferroviarie finanziate dal piano FS per un importo di circa 3000 di euro per il passante di Palermo e il raddoppio di tratte sulla Palermo Messina.
Sfruttare le autostrade del mare per gli autotrasportatori in maniera tale che i prodotti siciliani possano giungere velocemente i porti dell'Adriatico e del Tirreno, il tutto finanziato con gli incentivi previsti dalla legge sull'ecobonus.
Per favorire gli spostamenti dei cittadini con il resto d'Italia rendere più frequenti i collegamenti aerei a tariffe contenute e più efficienti i servizi ferroviari.
Sviluppare i porti per il ruolo strategico nel mediterraneo ed in primo luogo riconvertire il porto di Augusta in porto HUB del mediterraneo.
Per favorire il diritto allo studio migliorare la distribuzione delle borse di studio e i servizi scolastici per i quali ad oggi si spende più del doppio della Lombardia e dell'Emilia.
Per favorire la ricerca migliorare e rendere efficiente la programmazione finora latente visto che la Regione deve restituire 9,2 milioni di euro per programmi errati.
Recuperare il flusso di ritorno dei ragazzi verso il nord, eliminando le chiamate dirette che non premiano il merito.
L'amministrazione della regione è un tema che torna spesso perchè centrale nel programmare lo sviluppo economico e ancor più perchè è stato bistrattato dal centrodestra che a speso 2167 milioni di euro a fronte dei 626 della Lombardia. Spendendo però 5 milioni in meno in assistenza sociale, come se non ce ne fosse bisogno. Per il turismo si spendono 300 milioni contro i 51 della Toscana.
Per monitorare tali spese si propone un osservatorio sulla spesa pubblica con personalità di competenza e indipendenza fuori da ogni discussione che renda pubblici periodicamente i propri rapporti.
Sulla rete idrica abbandonare il progetto di Cuffaro di costruire due nuove dighe, finora incompiute, e piuttosto rafforzare e riparare la rete per evitare lo spreco di acqua per strada.
Sui rifiuti l'ex presidente ha inaugurato 4 mega inceneritori per smaltire 2,5 milioni di rifiuti (quando in tutta Italia ne vengono bruciate solo 3 milioni), ha abbandonato la raccolta differenziata e ha distribuito 250 milioni di euro per consulenze, piazzole, strumentazione e campagne stampa senza risolvere il problema, anzi aumentando i debiti e con una raccolta differenziata tra le più basse d'Italia (peggio di noi solo il Molise).
Queste sono le principali sfide proposte. Anche se sono convinto che l'uomo della strada non decide in base ai programmi sarebbe bello veder scegliere con coscienza.

domenica 16 marzo 2008

Sabato parmigiano


Il tasto RESET

Bisogna dire che, a parte qualche languore nostalgico, la memoria degli abitanti della Città funziona ad intermittenza. Succedono spesso dei cortocircuiti fra memoria a breve e a lungo termine. Certe volte si dimenticano fatti appena accaduti e che pure hanno suscitato un’estrema indignazione. Probabilmente gli abitanti della Città devono avere da qualche parte, nel cervello, un tasto reset. Come i computer. Un tasto che inavvertitamente premono prima di ogni turno elettorale e cancella completamente la memoria del disco fisso. Solo così si può spiegare il fatto che nella loro mente ogni volta non rimane traccia delle promesse fatte e delle delusioni subite; solo così si può spiegare lo spensierato autolesionismo che da sempre li caratterizza al momento di andare alle urne.

Per completezza il tasto reset va pressato una seconda volta dopo essere usciti dal seggio elettorale.Perciò gli abitanti della Città quasi mai ricordano per chi hanno votato l’ultima volta. E dunque si sentono pienamente autorizzati a mugugnare ogni volta che in un quartiere salta il turno di distribuzione dell’acqua. Ecco perché a proposito della mancanza di lavoro fioccano le indignazioni al bar, nei negozi, nelle portinerie; e sono indignazioni sanguinarie, che paiono dover sfociare da un giorno all’altro in una nuova rivolta dei Vespri.

Non bisogna dimenticare che però la rivolta dei Vespri venne scatenata non da una delle innumerevoli vessazioni subite dagli abitanti della Città attraverso i secoli, ma da una singola insolenza rivolta all’onore di una donna. I francesi opprimevano, tartassavano, angariavano così come prima e dopo di loro avevano fatto punici, greci, romani, bizantini , arabi, normanni, svevi, aragonesi, borbonici e chissà quanti altri. Ma l’evento che fece saltare il tappo della rassegnazione con tanta virulenza fu una parola di troppo rivolta a una signora. Questo dovrebbe indurre a riflettere sulla scala di valori che presiede alla collera degli abitanti della Città.

Quando manca l’acqua, quando non viene rinnovato il contratto a una delle molte sigle dei lavoratori precari scattano subito blocchi stradali, con un sovraccarico di furia collettiva da far spavento []. Tu, viaggiatore ingenuo, immaginerai che alle prossime elezioni degli scalmanati daranno una lezione ai politici che li hanno cosi malamente ingannati. Si ricorderanno che chi è chiamato a gestire l’emergenza idrica e occupazionale è la stessa persona che quelle emergenze ha contribuito a creare. Dice il proverbio: nessuno è talmente ignorante da non sapere se una scarpa gli sta stretta o meno. Ma la coscienza politica è falsata: non sarà cosi perché gli abitanti della Città non riescono a collegare le elezioni a quello che viene prima e dopo. Perché, sempre disgraziatamente, qualcuno tocca il tasto reset, la memoria si perde e le elezioni vanno come sono sempre andate.

Da Palermo è una cipolla
di Roberto Alajmo

giovedì 13 marzo 2008

Abbiamo frainteso ancora....

L'ennesima, bellissima uscita di Berlusconi è un misto di ignoranza, superficialità, maschilismo, indifferenza, classismo. E' quanto meno rappresentativa di tutto il suo essere. Credo però che alla fin fine lui voleva dire tutt'altro. Sicuramente lo abbiamo frainteso tutti quanti.
Per aiutarci a ricordare tutte le volte che lo abbiamo frainteso qualcuno a creato il sito http://silvioberlusconi.splinder.com/, in cui vengono raccolte le sue frasi più famose. Sarebbe utile raccogliere anche tutte le dichiarazioni dei suoi portavoce per camuffare o aggiustare il toro su ciò che esce da quella bocca.

mercoledì 12 marzo 2008

Candidature oneste e pulite, ora

Il Comitato Addiopizzo ha pubblicato in questi giorni una lettera che vuole essere un richiamo ai Siciliani per la ricerca della pulizia e dell'onesta nella politica, soprattutto in vista delle elezioni che si terranno tra un mese esatto.

Ma perchè tutti questi partitini?

Vi siete mai chiesti il motivo per il quale vengono formati partiti cosi piccoli da non poter raggiungere neanche lontanamente il parlamento? E dove li prendano poi i soldi per organizzare tutta la campagna elettorale?
Fermo restando che sono perfettamente d'accordo al finanziamento pubblico dei partiti, perchè non possiamo pensare che i partiti possano vivere senza soldi senza arrivare ad una nuova tangentoli, è veramente assurdo vedere dei partiti presentarsi alle elezioni soltanto per avere il rimborso elettorale grazie ad una legge assurda.
Se volete saperne di più leggete quanto scritto qui.

Emporio Pizzo Free 2

Sabato è stato inaugurato il punto Pizzo Free in Corso Vittorio Emanuele n. 172. Un paio di foto dall'inaugurazione scattate da Silvia.

Questa si che è musica

video
Grazie Stefano per il video. E' esilarante tutta quella felicità.

Mai mordere la mano che ti fa mangiare?

E' da un po di tempo che giro su vari blog che parlano di politica sia di destra che di sinistra e da quello che ne è ho visto fin ora sono arrivato alla conclusione che lo spirito critico è anche lui schierato.
Ho visto che in tutti i blog di sinistra è un continuo criticare l'operato del PD su ogni punto, dalle liste dei candidati, alle frasi di Veltroni, al programma presentato.
A destra invece è tutto un si continuo (tranne pochissime critiche) a tutte le proposte che provengono dall'alto.
E non è un atteggiamento che ho rilevato soltanto sul web. Si rileva anche dai sondaggi. Un po di tempo fa, non ricordo se a Ballarò o ad Anno Zero, avevano fatto un esperimento. Nel corso del dibattito tra esponenti dell'uno e dell'altro schieramento venivano intervistati elettori di destra e sinistra per chiedere se erano d'accordo con quello che veniva detto dal proprio "rappresentante". Com'è possibile che gli elettori di destra erano d'accordo al 95% e quelli di sinistra al 60%?
E ancora un altro esempio. Com'è possibile che Casini dica soltanto adesso quello che tutti quanti pensavamo su Berlusconi?
Che la Casa delle libertà sia come quelle famiglie di un tempo in cui il Padre padrone parlava e guai a ribattere perchè altrimenti gli schiaffoni volavano?

martedì 11 marzo 2008

Torture e scambio di voti

Vi voglio consigliare la visione di questi due servizi mandati in onda dalle iene venerdi sera. La tortura e la vendita dei voti
I commenti possono anche essere inutili.

lunedì 10 marzo 2008

Siamo sulla strada

Oggi ho una grande tristezza. E da ieri che mi perseguita e che cerco di camuffare. Sono vari i motivi ma sicuramente ha contribuito la notizia di ieri mattina. Non riesco a non pensarci, anche se non lo conoscevo personalmente. E quando ricevi queste notizie torni forse ancor più a ripensare alla tua vita.
E allora mi sento un grandissimo idiota ad incazzarmi per tutto ciò che per il momento non va, per i progetti che creo nella mia mente e che non si realizzano. Dovrei forse smettere di farmi troppe illusioni ma non ci riesco, è più forte di me. Sto regredendo allo stato in cui mi trovavo un anno fa giunto qui in Emilia. Apatia, incapacità di godere di ogni cosa, troppo preso da domande senza risposte, da dubbi su ciò che doveva essere e su ciò che mi ero lasciato alle spalle. E' terribile vederti cosi e non riuscire a reagire, con il corpo presente ma la mente persa in un viaggio senza arrivo. In Fango Lorenzo dice che l'unica paura che sento veramente è quella di non riuscire più a sentire niente. Mi sembra assurdo a quanto le sue parole hanno accompagnato le sensazioni che nella vita ho provato. E questa era la sensazione che vivevo l'anno scorso. Non riuscire più a sentire niente. Ho rimesso in gioco tutto, non avevo più certezze, se non quelle di trovarmi solo in una città che non conoscevo. Ho vissuto il distacco dalla città che amavo (e amo) come se non fosse vero, mettendo in gioco una rimozione forzata dei miei sentimenti. E per questo ho anche fatto male a molta gente. Perchè non riuscivo a darmi una spiegazione del mio comportamento. Più semplicemente non sono esistito. Nonostante in pochi mesi non fossi più solo in quella città il mio stato d'animo non cambiava. La notte scendeva senza che riuscissi a prendere sonno. Inquietudine, ansia. Mi dicevo che dovevo imparare ad ascoltarmi ma più lo dicevo e più ero inquieto. Più volevo stare solo per capire più avevo bisogno di sentirmi circondato da persone.
Man mano questo è passato, ho ricominciato a capire quanto di positivo ho intorno a me, a pensare che poi non è cosi male, ma ad intervalli torna. Ogni volta che fermandomi non riesco ancora a vedere il contorno di un progetto che anche con fatica si realizza. E allora ricomincio ad arrovellarmi nel trovare soluzioni, a ripartire con le ipotesi. Non so che cosa sarà, ma spero di non stancarmi mai di dare una direzione a questa vita.
Perchè poi lei le da il senso che vuole, e tu non riuscirai mai a comprenderlo.

sabato 8 marzo 2008

Dal torneo di fantacalcio

Sono le piccole cose della vita che ti fanno capire come tutto gira.
Che ti fanno venire le vertigini e cadere giù portandoti al desiderio di gettare la spugna.
Che il fiato è sprecato e le dita consumate inutilmente.
Che ciò che si vuole è difendere il proprio giardino e fanculo a tutto il resto.
Il bene comune è solo una fantasia di qualche utopista.
Una piccola disputa successa all'interno del torneo di Fantacalcio che da anni faccio con un pugno di amici. Un errore fatto nella compilazione del calendario ad inizio campionato e di cui ci siamo accorti soltanto adesso.
Ciò cosa comporterebbe secondo logica? A sistemare il vecchio calendario in maniera tale che i favoritismi di cui qualcuno a goduto inconsapevolmente venissero sanati. Proposta di cambiamento del calendario e qui scatta la polemica. La proposta fatta viene considerata di convenienza per colui che lo ha creata. Anche se poi si scopre che lo porterebbe a perdere il primo posto di cui ha goduto fino a quel punto. E poi questa proposta farebbe perdere troppi punti a qualcuno. Tra cui a me stesso. Qualcuno non accetta questa proposta, le polemiche proseguono finora ma alla fine pur di far stare tutto com'è si preferisce non migliorare la situazione. Ancora non so come andrà a finire ma credo che finisca proprio cosi.
Seppur piccola come storia sono pazzo a vedere delle similitudini con ciò che succede in Italia?

L'orologio invisibile delle Ande

Ci sono storie che crediamo non ci appartengano, lontane come sono dalla nostra quotidianità. Piccole grandi storie di ingiustizie taciute per la nostra indifferenza e per il silenzio assordante dei media. Storie che non sorpassano i confini dello stato in cui avvengono perchè negativamente propagandistiche per il governo di quel paese.
Una di queste storie taciute ha sorpassato l'oceano e dal Perù è giunta alla mia conoscenza. E' un articolo scritto dal mio amico giramondo Stefano e dal suo coinquilino Lorenzo, in questo momento a Cusco per partecipare ad un progetto di servizio civile internazionale, e per questo testimoni delle proteste popolari in atto in quel paese. Cito così le loro parole:

"Le proteste popolari contro le nuove politiche neoliberali del governo di Alan García sfociano nel sangue, cinque persone uccise sono il saldo di una settimana di scioperi. I rintocchi di un orologio invisibile hanno iniziato a segnare lo scorrere di un altro tempo sulle vette delle Ande"

Una storia ignorata e che stanno cercando di far conoscere inviandola, per ora senza alcuna risposta, a vari giornali italiani.
Ho deciso di riportarla su questo blog per contribuire alla sua diffusione.

autori: Lorenzo Grimaldi, Stefano Cannizzaro - Caschi Bianchi ASPEm – Cusco (Perù)
fonte:
Caschi Bianchi FOCSIV
data
: 03 Marzo 2008

“Ciò che trattiamo di fare è di essere migliori
nell’unica forma possibile, ossia lottando”

(SubComandante Insurgente Marcos)

“I subalterni subiscono sempre l'iniziativa
dei gruppi dominanti, anche quando insorgono”

(Antonio Gramsci)

L’orologio invisibile delle Ande

C’è un orologio invisibile sulle Ande che segna il trascorrere del tempo, di un altro tempo di cui si dice che solamente i saggi delle comunità possano leggerne l’ora, e dare a conoscenza a tutti gli altri dello scorrere invisibile della storia di chi è tenuto ai margini della società.

Qui, nella periferia dell’impero, la subalternità si sperimenta per essere indigeni, per appartenere ad un altro tempo che scorre con i raccolti, con le pietre mosse dai fiumi, con le preoccupazione nel vedere i loro figli crescere e sognare la città, ‘la civiltà’, al di là di un muro, che è premura di chi detiene il potere fortificare. Sulle Ande peruviane, nella regione di Cusco, a Cusco e non solo, un tempo ancestrale, scandito dai rintocchi di un orologio invisibile, ha battuto nello stesso momento i desideri di migliaia di peruviani, aprendo una breccia in quel muro.

Le Organizzazioni Agrarie: CNA, CCP, CONACAMI, la Junta de Regantes, il Frente de Ganaderos e le Rondas Campesinas hanno raccolto il malcontento popolare e hanno convocato lo Sciopero Agrario Nazionale. La seconda metà di un febbraio che non ha voluto liberare le montagne dalle grandi ombre delle nuvole di questa stagione di piogge ha visto riunirsi le istanze della società civile nella protesta contro la svendita del patrimonio nazionale e l’incuria che lo stato ha dimostrato verso lo stesso.

Lo sciopero ha mostrato un nuovo volto dei popoli peruviani, segnato dalla stanchezza verso le politiche neoliberali di cui sono vittima e che si concretizzano con:

  • le “Leggi della Selva”: aggiustamenti strutturali che svendono milioni di ettari di selva amazzonica alle multinazionali senza previa consulta alle popolazioni indigene originarie, violando così l’art. 169 della Organizzazione Internazionale del Lavoro.le due leggi sulla messa in asta del patrimonio nazionale, la 29164 e la 29167.
  • il Trattato di Libero Commercio (accordo bilaterale che il Parlamento peruviano ha recentemente firmato con gli Stati Uniti) contro cui la popolazione ha levato un grido, sordamente inascoltato.
  • la cecità del governo di Alan García Pérez, ingiustificato assente e sfacciatamente latitante nei confronti di tutti i danneggiati del terremoto del 15 agosto 2007, semplicemente ”invisibilizzati” dallo stato e dai grandi mezzi di comunicazione.

Allo Sciopero Agrario si sono sommati lo Sciopero Regionale e il Forum Solidale di Cusco (21, 22 e 23 febbraio), volendo essere quest’ultimo uno spazio creato proprio per articolare esperienze e proporre alternative alla difficile situazione che vive il paese.
Il Forum è stato pensato sin dal principio come un momento di riflessione sui Movimenti Sociali, che nascendo direttamente dal seno delle esigenze popolari, sono portatori di una nuova forma di fare politica, che viene dal basso. Hanno preso parte ai cantieri tematici del Forum dirigenti delle organizzazioni locali e regionali, studiosi dei movimenti sociali e rappresentanti della società civile impegnati nelle lotte per la difesa del patrimonio culturale e ambientale.

L’elaborazione di proposte alternative al dissestato cammino che sembra aver intrapreso lo stato peruviano si è incrociata con l’espressione del malcontento popolare che ha paralizzato la regione di Cusco il 21 e 22 febbraio. I contadini, gli studenti, le lavoratrici del mercato, i venditori ambulanti che sono scesi in strada per manifestare sono stati gli stessi protagonisti che hanno affollato le assemblee del Forum. In questo ha trovato sfogo la rabbia per la brutale risposta repressiva del governo agli scioperi, che ha portato all’uccisione di cinque persone.

L’autopsia sui corpi di Rubin Pariona Camposanto, Emiliano García Mendoza, Julio Rojas Roca, Santiago Llaclla Cañuri ha accertato che ad almeno tre di loro è stato sparato alla testa. Due presentavano due colpi di arma da fuoco alla testa, un altro addirittura tre. Certo qua nessuno ha sostenuto che una pietra tirata in aria abbia cambiato la direzione delle pallottole, anch’esse sparate inoffensivamente in aria, e così ucciso un uomo. D’altronde, nei giorni immediatamente successivi alle morti, il presidente peruviano Alan García Pérez si è congratulato per l’operato delle forze dell’ordine, generando indignazione e repulsione. Ma cosa aspettarsi da chi ha varato un Decreto Legislativo, il 982 che permette l’uso di armi da fuoco per controllare le manifestazioni pubbliche?

Il pacchetto di Decreti, 982-992 è stato creato per combattere la criminalità organizzata, e porta delle rilevanti modifiche al Codice Penale, aggiungendo per esempio all’art. 20 un nuovo inciso di non-inputabilità, che stabilisce che è esente da responsabilità penale il personale delle Forze Armate e della Polizia Nazionale che nel compimento del suo dovere e nell’uso delle sue armi secondo la forma regolamentata, causi lesione o morte.

Un’altra reazione che ha visto agire congiuntamente il governo nazionale e i mass media è stata la criminalizzazione della legittima lotta del popolo cusqueño e peruviano. Si è arrivati alla formulazione dell’accusa di terrorismo per i dirigenti della protesta e gli organizzatori del Forum. Ma l’esperienza che si è vissuto a Cusco, rifuggendo le esasperazioni del governo centrale, è stata un esercizio di democrazia e cittadinanza attiva che ha generato nuovi sogni e speranze per il futuro. La settimana pacifica di protesta è stata il rintocco di un orologio invisibile, che ha fissato un nuovo appuntamento.

I dirigenti regionali e delle organizzazioni agrarie hanno indetto un nuovo sciopero, questa volta di 72 ore, per i diritti economici dei lavoratori, per la difesa del Patrimonio, contro la crisi di rappresentatività politica di cui è espressione questo governo. Ad Aprile si terrá un nuovo Forum Solidale, al quale saranno nuovamente invitate tutte le organizzazioni sociali e popolari che vogliano partecipare uno spazio di incontro, articolazione e riflessione. La sfida sarà ancora una volta la ricerca di alternative alle politiche neoliberali che assoggettano le popolazioni indigene in ogni angolo del mondo.

Sembra inevitabile continuare una lotta pacifica, così come sembra inevitabile continuare a costruire la democrazia, la libertà e la giustizia sociale. Senza di esse rimarremmo attori passivi di quel muro che segna il confine tra la guerra e una pace terrificante.


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www.informa-azione.info


Aggiornamento: Ho appena scoperto che l'articolo è stato pubblicato anche su www.peacelink.it

venerdì 7 marzo 2008

Un martire

San Clemente da Ceppaloni è finalmente diventato un martire. L'agnello sacrificale della bagarre mediatica scatenata in questi mesi. Non credo minimamente che possa rappresentare tutti i mali d'Italia, come lui ne esistono a bizzeffe, ma a tirar la cinghia si rischia di romperla, tanto da non essere più presentabile. Più per questione di numeri che di altro. Come ha dichiarato Berlusconi un'allenza con lui farebbe perdere il 10% dei voti alle elezioni.
Ma uno come lui non scompare, adotta la strategia della sommersione per poi ricomparire con più vigore di prima. Tanto più che tra un anno si vota per le europee e li, anche con una manciata di voti (lo 0,6%) sarà eletto alle Europee e si garantirà pure 5 anni di immunità parlamentare. Tornerà.

giovedì 6 marzo 2008

Buone notizie

A proposito di Beppe Lumia. Adesso c'è una corsa per candidarlo. L'Italia di Valori vuole candidarlo, ed intanto il Pd lo ha già reintegrato come capolista al Senato in Sicilia. Benissimo. Un altro esempio di come si possa smuovere la politica partendo dal basso, viste le reazioni che si sono scatenate ieri sulla blogosfera.
Allora le liste si possono ancora ritoccare.

Accorrete accorrete, si vendono voti!

Ecco come dare un voto utile. Su Ebay è spuntato questo annuncio:
Si legge: "Non avendo la possibilita' di scegliere nessuno che mi rappresenti davvero ho deciso di cedere il mio voto alla Camera, nella circoscrizione Lombardia 1, al miglior offerente.
A chi si aggiudica l'asta, e che decidera' cosa votare, verra' fornita prova fotografica del voto con data e ora."
Un altro invece regala il suo voto, in vendita c'e' una matita, l'unica al mondo in grado di spostare l'elettorato verso qualunque direzione.
Sarà una provocazione, ma qualcuno gli dica che in Sicilia siamo ben più avanti. E per i controlli non serve neanche la macchina fotografica.

La Vita al Contrario - Woody Allen

Ho ricevuto stamane una mail con questa poesia. Non so se sia realmente di Woody Allen, non vorrei che sia come la poesia di Neruda che non era di Neruda.

La vita dovrebbe essere vissuta al contrario.

Tanto per cominciare si dovrebbe iniziare morendo,
e così tricchete tracchete il trauma è già bello che superato.
Quindi ti svegli in un letto di ospedale e apprezzi il fatto
che vai migliorando giorno dopo giorno.

Poi ti dimettono perchè stai bene, e la prima cosa
che fai è andare in posta a ritirare la tua pensione,
e te la godi al meglio.

Col passare del tempo, le tue forze aumentano,
il tuo fisico migliora, le rughe scompaiono.
Poi inizi a lavorare, e il primo giorno ti regalano un orologio d'oro.

Lavori quarant'anni finchè non sei così giovane
da sfruttare adeguatamente il ritiro dalla vita lavorativa.
Quindi vai di festino in festino, bevi, giochi, fai sesso e
ti prepari per iniziare a studiare.

Poi inizi la scuola, giochi coi gli amici,
senza alcun tipo di obblighi e responsabilità,
finchè non sei bebè.

Quando sei sufficientemente piccolo,
ti infili in un posto che ormai dovresti conoscere molto bene.

Gli ultimi 9 mesi te li passi flottando tranquillo e sereno,
in un posto riscaldato con room service e tanto affetto,
senza che nessuno ti rompa i coglioni.

...E alla fine abbandoni questo mondo in un orgasmo!

Woody Allen

mercoledì 5 marzo 2008

Due pulman e una marea di gente

Stasera non ho molta voglia di scrivere, sono parecchio stanco. E poi se c'è una cosa che mi ha stancato è stata la calca al comizio del Walter qui a Parma. E si, nonostante quello che ho scritto ieri, non potevo perdere quest'occasione.
Non sono molto avvezzo a queste manifestazioni elettorali ma quello che mi ha stupito è stata l'immagine di una sala colma a tal punto da strabordare dalle porte. E con un entusiasmo invidiabile. Avevo perso la speranza di entrare ma le capacità affinate sugli autobus palermitani durante le superiori mi hanno permesso di giungere praticamente sotto il palco. Tutto torna utile alla fin fine.
Tanta gente spontaneamente corsa ad ascoltare le parole di un leader politico è quanto di più lontano possa immaginare dal disinnamoramento raccontato dai media, ma che già è ampiamente dimostrato anche dagli ascolti delle centinaia di tribune elettorali televisive. Dimostrazione che non esiste antipolitica ma ricerca di una politica migliore. E' la dimostrazione che abbiamo bisogno di credere che qualcosa possa cambiare positivamente e molte di queste risposte, almeno a parole, il Pd le sta dando.
Perchè bisogna dare atto che la vera svolta rispetto alla passata campagna elettorale sta nelle capacità mediatiche di Veltroni, lontane dalle soporifere litanie di Romano. Sa gestire il pubblico che lo ascolta, sa criticare, proporre "ma anche" ammiccare, scherzare e far sognare per certi versi. Cosa non indifferente. In America questo ha portato Obama a lottare per una candidatura alla Casa Bianca. Qui sta sicuramente portando a recuperare una battaglia strapersa in partenza.
Avrei avuto voglia di fare un bel po di domande ma ciò non è stato possibile. Perchè prima di tutto non è consentito in un comizio e poi perchè chi si è azzardato a urlare qualche domanda è stato zittito velocemente con risposte strascicate.
Alla fine non resta che dire quello che ho detto anche a lui uscendo dalla stanza [dubito però che abbia sentito] nel momento in cui stringeva la mia mano: "In bocca al lupo, ma non ci fregare"!

martedì 4 marzo 2008

L'immagine è tutto?

Sono state pubblicate le liste dei candidati del Partito Democratico, il vero metro per capire quanto di veritiero si nascondeva dietro i vari proclami.

Come diceva Luca Sofri nei giorni scorsi sembrava si stesse preparando una puntata del Maurizio Costanzo con un generale, un'omosessuale, un poliziotto, una casalinga, un operaio, uno scrittore e via dicendo.

L'operazione d'immagine in atto dal Partito Democratico è solo un atto demagogico per mostrare cosa? Che accontenteranno tutti? Ma un governo non ha il dovere di accontentare tutti, ma di cercare il bene della comunità. La differenza è sottile ma importante. Detto questo è importante notare che almeno un certo rinnovamento è in atto.

Se però l'idea di candidare un operaio e un industriale nella stessa lista mi può anche andare bene, (vorrei vedere se però avranno lo stesso peso nel partito), non posso accettare il compromesso tra mafia e antimafia in Sicilia. Criticare Cuffaro per poi candidare Mirello Crisafulli, filmato nel 2001 nel corso di un amabile incontro di affari con il boss mafioso di Enna Raffaele Bevilacqua è abbastanza grottesco. Ancora di più se si pensa alla mancata candidatura di Beppe Lumia, vicepresidente della commissione antimafia escluso perchè raggiunto il limite dei tre mandati e per il quale non è stata possibile una deroga forse troppo osteggiata da qualcuno.

Così non posso accettare la pubblicità fatta qualche giorno fa per la candidatura come capolista in Sicilia di Loredana Ilardo, l'operatrice di call center palermitana e simbolo di un interesse per il precariato, poi relegata al nono posto. Probabilmente non usufruiva della stessa pubblicità di cui godeva Daniela Cardinale, ventiseienne figlia di Salvatore Cardinale, già ministro delle Telecomunicazioni nel governo D'Alema, ha cui è stato proposto il sesto posto della lista.
Quando ci si erge a paladini della moralità si è più esposti al pubblico giudizio e per questo i comportamenti dovrebbero essere più che integerrimi. Perchè a questo punto meglio votare per coloro che hanno posizioni chiare anche se lontane dalle proprie piuttosto che per ipocriti.

Detto questo le mie idee non cambiano perché tutto non può cambiare dalla sera alla mattina.



Pizzo-free

Sta per nascere a Palermo il primo supermercato pizzo free. Dall'unione di imprenditori del settore che hanno aderito all'associazione Addio Pizzo nasce una nuova idea di commercio etico.

Palermo, sfida ai clan: apre il supermercato pizzo-free da Repubblica.it

www.addiopizzo.org

lunedì 3 marzo 2008

Finalmente è tornato

Abbagliati

Non sono di certo un critico d'arte, le mie conoscenze in questo campo sono tutt'altro che ampie. Riesco giusto a collocare temporalmente le opere grazie a qualche reminiscenza di educazione artistica e a qualche vaga lettura.
Ma il bello non richiede una conoscenza cosi approfondita, colpisce per la sua capacità di suscitare emozioni al più ignorante cosi come al più ardito dei critici. E di fronte ad essa non si può che rimanere ammirati.

Sabato, credo di aver vissuto un qualcosa di simile. Avevo infatti letto di una mostra a Bagheria di Renato Guttuso e così ero stato spinto a visitarla, mosso dalla curiosità di vedere da vicino quelle poche opere che conoscevo.
Villa Cattolica, dove si teneva la mostra e in cui ha luogo la sua casa
museo, è una stupenda villa settecentesca tra le tante che popola Bagheria. Posta su una collinetta da una visione perfetta dell'intero golfo. La bellezza del luogo è disturbata dal mostro di ferro costruito troppo vicino alle sue mura proprio per distogliere dall'idea che qualcosa di cosi affascinante possa esistere. Leggevo proprio ieri su un libro di quanto noi Siciliani poco amiamo la perfezione, non si sa bene se per paura di somigliare troppo alla perfezione di Dio o se per paura dell'immobilità che deriva dalla perfezione che non permette di individuare un obiettivo prossimo. E in cui intravediamo quindi una possibile fine.
Pagato con Silvia il biglietto siamo stati subito travolti dalla bellezza travolgente di quei quadri dai quali l'energia si sprigionava continuamente suppur nella loro immobilità. I colori erano perfettamente amalgamati nel creare cromie perfette. La grandezza maestosa dei quadri ci rendeva partecipi della scena.
La rappresentazione della realtà era completa, dalla dimensione privata a quella più strenuamente sociale del suo impegno politico, all'amore per la terra di Sicilia. I funerali di Togliatti, la Vucciria, il comizio, i pugili, cosi come i ritratti di donne sono quelli che più hanno fatto correre la nostra immaginazione. Raramente una mostra e dei quadri mi avevano cosi emozionato.
Vi consiglio di vederla. Se potete.

Non è altro che l'Italia

E' finito Sanremo. E con esso tutte le polemiche inutili che non fanno altro che alimentare questa settimana di caciara, in cui si parla di tutto e di niente. Personalmente ho sempre visto questa settimana distrattamente ma ho smesso di criticarla da un po di anni, quando ho capito che non è altro come il Natale e Ferragosto, fa parte del normale corso degli eventi a cui un pò ti dispiace rinunciare. Perchè ci sei affezionato, fa parte dei tuoi ricordi fin da quando eri piccolo e lo guardavi seduto sulle gambe di tua madre, e poi perchè rappresenta l'Italia e il suo felice naufragare, tra i fiori a Sanremo come tra Colosseo, David, mari e montagne. Ed è un bene che difetti e pregi vengano messi ben in mostra in una settimana.
Mi piace ascoltare le canzoni perchè tra le tante qualcosa di piacevole viene sempre fuori. Le classifiche ufficiali rispecchiano poi le giurie di qualità formate da gente come Emilio Fede e Nicolas Vaporidis.
Da alcuni sicuramente mi sarei aspettato di più (vedi alla voce Tiromancino e Frankie hi-Nrg), e alla fine se dovessi fare una classifica sarebbe questa:
1. Max Gazzè
2. Eugenio Bennato
3. Tricarico

E tra i giovani i Frank Head, l'intro è troppo divertente.

Shinystat