"Io anelo alla mia terra, nella cui polvere si sono consunte le membra e le ossa dei miei. Ricordo la Sicilia, e il ricordo viene dal dolore che mi travaglia. Ma se fui bandito da un paradiso come posso io darne informazioni"

martedì 30 giugno 2009

Di maschere e domande

Una volta era l'abitudine, passare almeno una sera alla settimana standosene li, mettere su un dvd e dedicare una serata ai film che avremmo voluto vedere. Passavamo mezz'ore intere davanti al distributore prima di trovare il film che potesse piacere ad entrambi, anche se i nostri sono gusti facilmente conciliabili.
La scorsa settimana una serata è tornata ad avere lo stesso sapore, sul divano su cui adesso sono seduto. Ultimamente la nostra predilezione è sui film di Woody Allen. Dobbiamo colmare le nostre lacune, anche perchè credo di essermene innamorato troppo tardi.
E lo considero davvero un bene.
Stanno li in stand by per parecchio tempo, in attesa del momento giusto. Qualcuno mi delude, altri li considero capolavori. Si le battute le capisco almeno cinque secondi dopo. Ma non è quello. E' la sua capacità di costruire quei personaggi fragili, in mezzo a storie cosi reali, come se davvero conoscesse l'animo umano e sapesse portarlo sullo schermo come nessun'altro.
Come questa volta con Un'altra donna.
In cui si muove una donna di mezz'età, sicura di se stessa, con una buona carriera in corso come preside di un università, e a cui d'un tratto la terra sembra franargli sotto i piedi.
Le sicurezze dentro le quali si sincerava erano soltanto una buona facciata ed una buona risposta alle sue paure, ai sui bisogni irrisolti, alle sue manchevolezze su cui era inutile tornare. Avrebbero aperto altrimenti una voragine.
Queste però affiorano pian piano, quasi per caso, quando nell'appartamento che ha affittato per scrivere il suo libro, la voce di una giovane donna arriva alle sue orecchie tramite le condotte dell'aria. Una voce che racconta le paure, le fragilità di questa donna raccontate al suo psichiatra.
Da li la ruota comincia a rotolare più velocemente e cominciano a riaffiorare i dubbi su ciò che era la sua vita. Comincia a porsi le domande che erano state li per troppo tempo.
Come in una famosa pagina di Baricco, quel quadro che era stato al muro per molto tempo, tutt'ad un tratto, cade giù.
A chi non capita d'incontrare persone cosi. Uomini e donne desiderose di dare un'immagine di se risoluta e sicura.
In realtà non le ho mai prese troppo sul serio. Maschere.
Però mi sembra di capire che più si cresca e più sia difficile affrontare, parlare, dei nodi irrisolti di ognuno di noi. Quelli che erano solo dei piccoli nodi e che sono diventate catene a cui si può rimanere ancorati per sempre.
Non se ne parla affatto per non far affiorare alcun abisso.
Forse è una buona tattica, ma poi mi sa che torna tutto a galla.
Ecco, questi fotogrammi sono capaci di aprire voragini in chi non vuol farsi troppe domande.
Proprio ciò che mi sono riproposto di non fare più dopo una discussione tra amici qualche settimana fa. Non era mio compito fare le domande, se nessuno vuol sentirsele porre. Semmai ascoltarle, ma mai porle.

Comunque li con te.

Auguri.

domenica 28 giugno 2009

E cos'è mai sto Pop

Non era credo utile alla fila di messaggi in coda su Mtv a strapparsi i capelli per l'improvvisa dipartita di quello che era definito il re del Pop. Non sono mai stato un suo fan, sebbene le sue canzoni facciano parte della colonna sonora della nostra infanzia. Ma davvero, ad un certo punto, sono rimasto colpito da questa specie di lutto planetario, e l'immagine che ha fatto scattare quest'input è stato il balletto creato in quel carcere filippino, e la notizia campeggiare ancora dopo tre giorni nelle prime homepage dei giornali.
Mi sono chiesto per chi sarebbe possibile qualcosa del genere, e perchè mai mi fosse sfuggito qualcosa che agli altri era incredibilmente chiara.
Eppure ricordo ancora le immagini del suo concerto a Mosca, o ovunque si muovesse. Ricordo il delirio, ma forse ero troppo piccolo allora per comprendere davvero.
E poi di colpo ricordo il crack. Scomparso, scomparsa la sua musica, masticata dalla cronaca delle sue follie e delle sue pericolose manie.
Continuavano a passare le sue canzoni, anche in fenomenali cover, ma lui era scomparso quasi venticinque anni fa, a dire il vero, il meglio che avesse dato se n'era andato già da un pezzo.
Era rimasto da allora il dubbio di sempre tra le sue faccie della stessa medaglia, come se tra vittima e carnefice possa esserci differenza.
Erano le spalle ad essere non abbastanza grandi per sorreggere il peso del successo. Che lo aveva triturato dai tempi dei Jackson 5, e che aveva sapientemente sfruttato fino a portarlo sulla vetta del mondo. Dove non si trova poi nessuno, forse soltanto Peter Pan e quel mondo di fantasia da cui è uscito su una barella in diretta tv.




p.s. Allora, Marco?
Ero tentato dal dare un titolo in stile Spinoza, ma adesso non era più tempo per le battute idiote. Che anch'io ho fatto dopo la melassa di venerdi di tutti i fan, o presunti tali.

Back

Non sono stato via.
I luoghi sono gli stessi, la compagnia diversa.
Non sono stato solo un attimo in questa settimana, già da venerdi scorsa con Silvia e poi da lunedi col fratello.
Settimana dispendiosa, penso di aver recuperato un pò di energia soltanto oggi pomeriggio.
Una settimana diversa,a cui non sono abituato. Sebbene viva con due pregevoli coinquilini con cui condivido molte ore, la mia vita qui si svolge su binari solitamente solitari. Abituato com'ero a vivere in una normale famiglia del sud, in cui la solitudine è qualcosa di bandito, è stato un grande sconvolgimento per gli abiti che da sempre vestivo. Difficile riempire gli spazi lasciati vuoti dalla famiglia, dalle amicizie e trovare il modo di colmare quel vuoto con nuovi rapporti. Soprattutto se nel mio girovagare di quest'anni ti trovi a fare e disfare intimità nel giro d'un anno.
Oramai però mi sono quasi abituato. Forse troppo, e mi viene difficile a volte tornare a vivere in simbiosi con qualcun'altro. Anche se ciò succede nelle brevi vacanze a casa, è tutto troppo diverso dalla vita d'ogni giorno, qui.
E cosi , quando sono qui con i miei saltuari ospiti, stravolgo nuovamente le mie abitudini. E come se tornassi indietro di un paio d'anni in una dimensione però parallela in cui sono messo a vivere. Riprendo a camminare in due, pensare in due, mangiare in due, organizzarmi per due. Ed è comunque decisamente meglio. Anche se oramai non potrei più rinunciare ai miei momenti di silenzio.

mercoledì 24 giugno 2009

Amore che vieni, amore che vai

Non riesco a trovare le parole stasera.
Sarà il peso della lunga giornata di lunedi tra partenze e arrivi, dalle cinque del mattino fino alle tre e mezza di notte, tra Malpensa ed Orio?
'Notte!

Odio le bestemmie

Ma citare Nevermind in versione Porta a Porta, era proprio necessario?

martedì 23 giugno 2009

Baaria

lunedì 22 giugno 2009

Quorum negativi

Il mancato del raggiungimento del quorum non indica per nessun motivo la vittoria del No. Indica semplicemente che la gente non vuole esprimere la propria volontà perchè:
- stanca delle tante sessioni elettorali cosi ravvicinate;
- perchè non ha capito cosa sarebbe andata a votare;
- perchè non aveva le idee chiare, che i partiti hanno contribuito a confondere ancora di più con repentini cambi di rotta;
- perchè non si è fatta una campagna seria.

E comunque quest'idea della vittoria del quorum negativo è quanto mai perversa, come scrive Leonardo:
Una di queste controindicazioni, la più perversa, è l'istituzionalizzazione del Quorum Negativo. Mi riferisco alla rivoluzione copernicana per cui, dal 2000 in poi, il referendum non serve più ad abrogare una legge, ma a consacrarla: secondo il principio per cui, siccome il 50%+1 degli aventi diritto non è andato a votare, evidentemente il testo di legge alla maggioranza va bene così com'è. Uno stravolgimento che ha reso particolarmente spiacevole la consultazione sulla fecondazione assistita del 2005. Se i principali artefici dello stravolgimento furono i vescovi della CEI, che trasformarono il non pronunciamento del popolo in un successo mediatico, non bisogna dimenticare che la volata di Ruini la tirarono i promotori del referendum, che decisero di sfidare Chiesa e maggioranza parlamentare con uno strumento che non funzionava già da dieci anni. Una cosa che a ripensarci non ci si crede: ma chi erano quei promotori? Cosa volevano ottenere? Uno era Capezzone.

Detto questo dei 21 referendum abrogativi degli ultimi 12 anni nessuno è riuscito a raggiungere il quorum. Qualcosa vuol pur dire, no?

venerdì 19 giugno 2009

L'utilizzatore finale

Che finezza, Ghedini.
(via Paul the wine guy)

giovedì 18 giugno 2009

Complotti intergalattici

Quindi.
C'è un complotto ordito dalla sinistra. E già ciò presuppone l'attribuzione di qualità alla sinistra che mai gli sono state riconosciute dalla destra. L'organizzazione.
Eversivo, e capace di coinvolgere giornali di mezzo mondo. Come il Financial Times, già nota testata cospiratrice di sinistra. Ed il Corriere della Sera.
E che adesso è tale da coinvolgere candidati del Pdl, passati dalla parte degli accusatori.
Una donna, meretrice d'alto borgo. Che entrava ed usciva dai festini di Palazzo Grazioli, e che per le sue doti (ma c'hai mica le poppe, dice Verdini in una telefonata) era stata candidata in una lista collegata al Pdl.
Praticamente un complotto intergalattico, che coinvolge forze interstellari.
E di cui, per uno strano buco spazio temporale, alcuni direttori di Tg non sembrano neanche essersene accorti. Vedi i diligenti Minzolini e Mimum.
Davvero troppo anche per gli sceneggiatori di Lost.



Per saperne di più guardate questi brevi video pubblicati da Repubblica.

Rumore

Preparatemi una novalgina.
Ho già il mal di testa all'idea di un mondiale con il rumore di fondo dei tifosi sudafricani con quelle odiose trombette. Ma le hanno ingoiate?
Nessuna differenza tra un gol ed un passaggio, ma lo stesso identico ronzio.
Inventatevi un filtro apposta per eliminarlo!

Justice

Ieri sera per un aperitivo sono stato trascinato ad Arcore, qui vicino. Il nome era altamente evocativo da non poter rinunciare. Soprattutto quando ho saputo il nome del locale:Secondo me il proprietario è un genio.

(da notare la pessima qualità delle foto del mio telefonino. E che me ne frega?)

mercoledì 17 giugno 2009

Scritto e riletto?

Scrivo scrivo scrivo.
Ma scrivere è una cosa seria.
Sarebbe più sensato ad esempio rileggere ciò che si scrive. Abitudine che non ho mai preso sul serio.
Si vestono i panni del lettore pensando a cosa potrebbe pensare leggendo.
Ci si accorge dei propri difetti, delle proprie imperfezioni.
Spesso mi tiene lontano dall'esercizio della scrittura questa paura di non saper trovare le parole giuste, il tempo per dare ai periodi la giusta importanza.
Altre volte penso che comunque questa qui è una palestra, ed allora scrivo di getto.
In fondo questa qui è solo una palestra.

martedì 16 giugno 2009

Rivoluzione in corso.


Sto seguendo poco, per mancanza di tempo, quanto sta accadendo in Iran.
Qualcosa su cui il mondo non può stare a guardare.
Ed ancora una volta Internet, con i suoi demonizzati mezzi (vedi Twitter e i blog), fa quello che i giornali non sanno fare più. Raccontare.

Un ottimo bignami lo potete trovare dall'ottimo Francesco Costa, qui.
Qui invece l'account Flickr di Mousavi, fin quando sarà attiva, e qui la pagina di twitter con le notizie in tempo reale dall'Iran.

lunedì 15 giugno 2009

P.s.

A proposito del mio post di ieri, una precisazione polemica sull'articolo la fa Silvia nei commenti.

Un filo che non si può spezzare.

Posso sentire i rumori della campagna da questa terrazza. I rumori dell'estate, qualche ranocchio gracidare nel rivolo d'acqua qui davanti, l'impianto d'irrigazione del mio vicino, il frinire dei grilli. Sembra perfetto per poter tornare a scrivere senza distrazioni.
Vivere qui assume tutt'altro valore in queste giornate estive. L'allergia che ha accompagnato la mia primavera sta quasi convincendosi ad andar via, lasciandomi godere tutti i vantaggi.
Tuttavia credo di essere antropologicamente imperfetto per vivere in quest'ambiente, di essere costruito per essere circondato da tutt'altre essenze.
Non potrei da contadino vivere tra i campi piangendo e starnutendo l'intera giornata. Il mio raccolto andrebbe in malora velocemente. L'allergia si aggiungerebbe ai motivi che mi terrebbero comunque lontano.
E' sempre stato cosi. Sono sempre scappato dalle fatiche dei campi, fin da piccolo. Quando mio padre mi portava con se, più per compagnia, a dire il vero, che per cercare aiuto, mi annoiavo a morte e non vedevo l'ora di scappare a casa, tornare a rincorrere un pallone per i vicoli del casale.
Ne ero insofferente, ed allo stesso tempo sentivo forte il legame a quei luoghi e a quegli odori. In fin dei conti la mia è sempre stata, chissà per quanti secoli indietro, una famiglia di contadini, artigiani della terra. La cui vita era scandita dai raccolti, dalle semine, dalle mietiture, che di tanto in tanto adesso ritornano nei racconti dei miei nonni. Storie semplici e bellissime, che un giorno dovrei decidermi a raccontare.
E' da li che vengo. Da "cittadino" trascorrevo i miei fine settimana tra quelle case di campagna, tra l'abbeveratoio al centro del paese, la fontanella dove andar a prendere l'acqua da bere, i vecchi seduti al "fresco" a passar la giornata e i più giovani tornare dai campi a sera, fermandosi a scambiare i commenti sulla giornata di lavoro.
Ancora oggi, tornando li, sempre tutto cosi simile a se stesso. Le case, per fortuna, non si sono mai svuotate del tutto, chi se ne è andato ha lasciato il posto a nuovi arrivi che hanno ridato vita a quello che sembrava destinato a sparire.
Non poteva che restarmi nelle vene quell'atmosfera.
Era un desiderio di qualche tempo fa poter restaurare ciò che li abbiamo, e magari fare qualcosa in più. Un'altra utopia da aggiungere alla mia valigia già troppo carica di sogni.
Intanto mi ritrovo qui ogni sera ad annaffiare questo piccolo pezzo di terra che trovo davanti casa, questo piccolo orto che con mio padre abbiamo messo su nei giorni in cui mi ha fatto compagnia. Le piante di pomodoro già profumano, le lattughe, gli spinaci sono prossimi al raccolto.
E cosi, seduto in questa terrazza, sotto questo cielo, mi piace pensare a quel bimbo che restava sotto l'albero a guardare suo padre dare di zappa su quel podere, ed al padre adesso guardare quel filo non spezzarsi mai, pensare a quel seme che non sapeva allora se mai avesse dato dei frutti.

domenica 14 giugno 2009

Immagini da Tehran oggi



Insieme

C'è qualcosa in questo articolo, oggi su Repubblica Palermo, mi rende intimamente felice.
AddioPizzo rappresenta una delle migliori risorse di Palermo, in cui uno spirito di rabbia ed impegno di fondono per cercare di smuovere le acque fin troppo stagnanti nella città. Rappresenta la parte migliore di quella generazione che nel '92 su scossa da quelle bombe al tritolo e che non ha mai dimenticato. A cui, anche se non partecipandone attivamente, molti di noi hanno guardato sentendosene parte.
Avevo avuto modo di entrare in contatto con loro durante alcune attività scout, ma quando l'anno scorso Silvia cominciò a collaborare con loro non potevo che esserne felice.
Giorno dopo giorno ho visto crescere il suo coinvolgimento, il suo entusiasmo, nel sentirsi parte di qualcosa di cosi importante, e ho cominciato a sentirmene parte anch'io attraverso i suoi racconti. Soprattutto adesso che il suo ruolo è diventato cosi centrale, ed in cui a maggior ragione fa parte con continuità dei nostri dialoghi.
Per Ale ho sempre pensato fosse più semplice, dovuto, questo percorso visto ciò che è sempre stata la sua vita. Gli anni passati a Firenze lo avevano tenuto distante da questa scelta di partecipazione, ma ero un passaggio dovuto, e credo che il contributo di Silvia abbia comunque avuto il suo peso.
Non so quanto durerà ma vederli li, in quella foto, condividere quest'esperienza e vederli insieme aldilà di me, è un valore aggiunto, un regalo, per me.

sabato 13 giugno 2009

Dittatori

Guardate, il colonialismo è stata una cosa seria. Ma all'Eritrea abbiamo chiesto scusa pure, no?
Non so perchè questo campeggio a Villa Phampili di un dittatore, già controfigura di Weekend con il morto, che viene qui a dare lezioni di democrazia, parlare di terrorismo, ammonisce gli industriali italiani dal dare mazzette, riceve lauree honoris causa in Giurisprudenza, tiene lezioni laddove neanche il Papa riuscì ad entrare, comportandosi sempre senza il dovuto rispetto che spetta non solo all'ospitante ma anche all'ospitato, mi danno l'idea di una grande leccata di c.... di cui sappiamo chi dover ringraziare.



P.s. Siamo sempre quel paese in cui nessuno voleva ospitare il Dalai Lama, no?

Lost in Berlusconi

Tutto si può spiegare. Basta che a raccontare la storia siano gli sceneggiatori di Lost.



(via Wittgenstein)

martedì 9 giugno 2009

All'estero mica meglio

Evidentemente anche per gli Italiani all'Estero non tirava una bella aria.

Scacco

Fino a quanto devo contare perchè Di Pietro cambi nuovamente opinione sui referendum?

lunedì 8 giugno 2009

Considerazioni a margine

Vorrei guardare la parte piena del bicchiere, dopo queste elezioni Ho tenuto la tv spenta tutto il giorno, proprio per questo.
Sembra, a sentirli parlare, che abbiano vinto tutti. Da voltastomaco.
Nella vittoria della Lega e dell'Idv, non comprendo la gioia di alcuni esponenti del Pd. Un partito che nasce con vocazione maggioritaria non può essere felice di sopravvivere. Mi sembra la scusa per continuare su questa strada fallimentare, fatta di tante buone intenzioni seguite da pochi fatti. Le parole di queste ore mi sembrano soltanto una autogiustificazione per non cambiare, segno che certi dirigenti non impareranno mai.
Mi dispiace per chi sta più a sinistra, i masochisti che si autoscindono ad ogni congresso, per intendersi.
E non comprendo la gioia nel vedere il calo del Pdl, e della popolarità di Berlusconi, che avrà anche sparato alto, ma si conserva ancora forte, quanto prima. Anche se sotto scacco ancora più della Lega. Come se fosse una buona notizia sentir parlare di ronde e di immigrati trattati come bestie.

Le buone notizie, però ci sono. Sono Rita Borsellino e per Rosario Crocetta in volo per Strasburgo con la dote di 370.000 voti in due, segno che quando i candidati sono di valore il Pd viene premiato.
Sono per Leoluca Orlando e per Palermo non proprio pecora nera questa volta.
Per gli 8300 voti di Lombardo a Palermo. Praticamente lo amano solo a Catania, per i palermitani è un estraneo questo presidente della regione.
Per le preferenze che hanno portato Debora Serracchiani a superare i suoi capilista, i suoi papi, nel Nord Est. Un buon segno, da cui si potrebbe imparare tanto, per il futuro. Ma un segno di insofferenza degli elettori del Pd.
E un gran peccato per Ivan Scalfarotto, il candidato che qui avrei votato, che complice il crollo del Pd in Lombardia, non ce l'ha fatta nonostante le 22.847 preferenze. Spero che non molli, però, nonostante il malumore di queste ore. Stare fuori da certi meccanismi, quasi contro il partito stesso, non premia.
Gli Italiani sono più propensi a premiare Mastella e De Mita, che in Europa si esprimeranno a gesti.

Le altre cattive notizie, non serva che ve le dica io, sono già abbastanza evidenti.
Un buon quadro l'ho visto fare qui da Sofri e nelle dieci domande di Gramellini sulla Stampa, che voglio riproporvi per intero:
1. Ma vi sembra normale che solo agli italiani non faccia effetto essere governati da chi condiziona il loro immaginario attraverso le televisioni?

2. Ma vi sembra normale che in tutte le interviste pre-elettorali la domanda più dura che gli hanno rivolto sia stata «ci dica»?

3. Ma vi sembra normale che i dirigenti del Pd siano tutti ex del Pci e della Democrazia cristiana?

4. Ma vi sembra normale che Clinton, Jospin, Schroeder, Blair e persino Gorbaciov facciano un altro lavoro da anni e loro invece insistano?

5. Ma vi sembra normale che Pdl e Pd abbiano perso milioni di voti e parlino solo di quelli persi dagli avversari?

6. Ma vi sembra normale che i verdi trionfino ovunque, mentre qui, appena ne vedi uno in faccia, viene voglia di tifare per l’effetto-serra?

7. Ma vi sembra normale che chi detesta Berlusconi voti Di Pietro, che è come dire: detesto il Bagaglino quindi vado a vedere Bombolo?

8. Ma vi sembra normale che l’Italia cristiana sia rappresentata in Europa da Magdi Cristiano Allam e Borghezio?

9. Ma vi sembra normale che tutti sputino addosso alla Casta e poi Mastella prenda ancora 112 mila voti di preferenza?

10. Ma vi sembro normale?

Ad almeno nove domande su dieci (compresa la numero 10) la mia risposta è no.

Sarà l'ultima volta

Sono il meno adatto per parlarne questa volta.
Che sarà anche l'ultima, spero, in cui non andrò a votare.
Non voglio aggiungermi alle fila dei disillusi, essere conteggiato tra essi.
Ho deciso, finora, di conservare la mia residenza a Palermo, nella convinzione che il mio voto, li, avrebbe un peso diverso.
Adesso, non so più se è il tempo per questa scelta. Comincia a pesarmi. Le difficoltà nel pianificare il viaggio per tempo, e quindi nel contenere i costi, mi allontano dal mio dovere.
I contributi offerti dal governo, esclusivamente per il viaggio in treno, sono ridicoli e inattuali. E cosi, il mio voto, come quello di tanti che lasciano la propria regione, per studio o per lavoro, si disperde. Il diritto al voto, sancito dalla costituzione, non conta.
Eppure si, ne comprendo le motivazioni. Probabilmente un voto libero da logiche clientelari non conviene a nessuno. Chi vive fuori non ha da chiedere favori. E cosi forse l'effetto sarebbe indesiderato a molti. Romperebbe alcuni schemi precostituiti da sempre, probabilmente.
Eppure, in molti paesi europei, è una possibilità concreta. Cosi come è una possibilità per chi decide di vivere fuori dai confini nazionali. Che può votare nel paese di residenza ed in quello d'origine.
Esistono difficoltà logistiche, comprensibili, ma esistono anche possibilità di voto alternative (vedi voto per delega, per corrispondenza o in un diverso seggio), che non vengono attuate.
Forse non ne comprendo a pieno le difficoltà, ma il problema sembra non interessare a nessuno, politici per primi.
Eccezion fatta per Rita Borsellino, che tempo fa organizzò un indimenticabile Rita Express, per trasportare i fuorisede in Sicilia, ai tempi della sua candidatura alle regionali.
E che sostiene ancora questa stessa idea, appoggiando una petizione popolare, con queste parole:
“Mi unisco all’appello degli universitari fuori sede che in questi giorni hanno chiesto di poter votare per le prossime elezioni nei seggi delle città in cui studiano. In un momento in cui si lamenta la distanza dei giovani dalla politica, questo è un segnale importantissimo che merita una risposta. Del resto, in altri paesi europei questa possibilità viene concessa ed è assurdo che l’Italia non si sia ancora adeguata per garantire un diritto fondamentale come quelle del voto. Non dimentichiamoci che oggi gli studenti fuori sede italiani sono circa 250 mila”.
Andate a firmare anche voi, per quel che conta.
Domani potreste essere voi, nella stessa situazione.

Fate l'amore con il sapore

Su suggerimento della strepitosa Robi.

domenica 7 giugno 2009

Per un viaggio a Francoforte. Cosa vedere

Noi abbiamo optato per una visione completa e dall'alto della città già dall'inizio, dalla Main Tower, uno dei più alti grattacieli e comunque l'unico visitabile. La vista è notevole, utile anche per comprendere da subito come muoversi. Il prezzo è di 5 euro a persona. Per muoversi è possibile scegliere i tram, la metropolitana o i bus, ma è sicuramente agevole muoversi completamente a piedi. E' possibile acquistare la Frankfurt card, che con 8 euro al giorno consente di viaggiare su ogni mezzo e di avere sconti in alcune attrazioni e musei.
Passeggiando sotto i grattacieli, nella zona denominata Mainhattan, in un intelligente gioco di parole, si giunge alla vicina Banca Centrale Europea. Poco distanze si trova la Alter Opera, il vecchio teatro dell'opera, oggi usato come centro congressi, e la Borsa, con le due simboliche statue del Panda e dell'Orso.
In centro si trova poco distante, e la piazza Zeil ne costituisce il fulcro. Molto vivace, è la zona dello shopping e qui si trova la Zeilgalerie, un centro commerciale a sette piani, molto particolare nella struttura interna ed esterna, e sul cui tetto si può godere di una bella veduta, nonchè ristorarsi nei bar che li si trovano. La piazza, molto affollata, ospita numerose bancarelle e gazebi dove già da subito potrete assaggiare i wurstel e le salsicce tipiche. Il prezzo è abbordabilissimo.
Da li ci si può muovere verso la Romemberg, la piazza storica della città, la più antica, in cui a Natale si svolge un tradizionale mercato tipico.
E' caratteristica per i palazzi che la delimitano con le facciate in legno (Ostzeile), ed al suo interno si trova la statua della giustizia e sul lato sud la chiesa di San Nicola.
A poca distanza dal Romemberg si trova il Duomo, uno degli edifici più importanti della città, caratterizzato dalla sua torre campanaria di 95 metri.
La zona si trova a poca distanza dal Meno, il fiume che taglia in due la città.
Da quel che abbiamo potuto vedere è una zona molto vivibile, sede di manifestazioni soprattutto in primavera. Le due sponde del fiume sono collegate da numerosi ponti, due dei quali pedonali, tutti abbastanza suggestivi, il più importante dei quali è l'Eisener Steg, o ponte di Ferro.
Da li vicino partono i battelli con cui è possibile avere un'altro sguardo sulla città. La visita dura circa un'ora, e percorre la città da una parte all'altra per intero.
Il prezzo si aggira intorno agli 8 euro, anche se è possibile contrattare sul prezzo. Noi siamo riusciti a scendere a cinque euro. Sui battelli si trova solitamente anche un bar. Sulla sponda sud del fiume hanno invece sede i principali musei della città.
Non avendo molto tempo a disposizione abbiamo optato per una visita al museo del Cinema Tedesco e lo Städelsches Museum.
Il museo del Cinema è davvero interessante, mostrando l'evoluzione delle tecniche cinematografiche fin dagli albori, e con delle animazioni per potersi calare in un'epoca che sembra cosi lontana. E' possibile entrare in un vero e proprio set cinematografico,nonchè assistere
ad alcune proiezioni tematiche. Inoltre spesso ospita delle mostre tematiche.
Lo Städelsches Museum invece ospita una collezione di dipinti, stampe e disegni olandesi e tedeschi con opere di grandi maestri del passato come Botticelli, Dürer, Rembrandt, Rubens, Vermeer, Cézanne e Renoir.
Gli altri musei degni di nota nella zona sono il museo d'arte moderna Kunst e il museo dell'architettura.

sabato 6 giugno 2009

Io? Non conosco verità

Un vecchio adagio recita che noi leggiamo giornali e ascoltiamo trasmissioni che dicono cosa vogliamo sentirci dire.
Se siamo impauriti abbiamo bisogno di ascoltare che le nostre città sono pericolose, piene di delinquenti e di insicurezze.
Se siamo arrabbiati con il governo godiamo nel vedere le gaffe del premier, nel vedere evidenziati i suoi errori.
E' una consuetudine che possiamo osservare in ognuno di noi. Siamo cosi chiusi nelle nostre convinzioni, che alimentiamo continuamente, che nessuno potrà scalfire, sicuri di essere depositari della chiave per la porta delle verità.
Quando osservo la situazione politica qui in Italia e provo a comprendere le ragioni per cui comportamenti che per me sono inammissibili vengono invece accettati da molti miei compaesani, non ne trovo ragione.
Cerco qualche interlocutore che mi provi a spiegare l'origine delle sue convinzioni ma non lo trovo, ed i miei dubbi rimangono tali.
Qualche giorno fa leggevo in un'intervista a Roberto Alajmo un consiglio saggio a tal proposito:
"Non compro più il giornale ma consiglio ai direttori dei giornali di fare un esperimento: affidare quotidianamente una pagina della propria testata a una testata diametralmente opposta. Così i lettori di Repubblica troverebbero nel loro quotidiano una pagina scritta da quelli di Libero e viceversa."
E ciò che da tempo faccio inserendo tra i miei feed prima il Giornale, poi Libero ed ultimamente il Foglio. Spesso mi viene il voltastomaco, soprattutto come i primi due, nel vedere ragionamenti pretestuosi che altrove, dove dicono ciò che voglio sentirmi dire, non trovo. Quand'è cosi chiudo e vado avanti.
Altre volte trovo ragionamenti, editoriali e reportage che aprono spazi alla comprensione, e a volte portano i miei pensieri verso percorsi che altrimenti non avrei esplorato. Quand'è cosi rimango interdetto qualche giorno, e sento i miei ragionamenti aggrovigliarsi senza riuscire a trovare una scappatoia. In una sensazione di spaesamento neppure del tutto spiacevole. Un passo avanti, forse, nella comprensione.


giovedì 4 giugno 2009

Per un viaggio a Francoforte. L'arrivo

Se viaggi con Ryanair, l'aeroporto in cui atterrerai non sarà propriamente a Francoforte, ma ad almeno due ore di pulman dal centro.
L'aeroporto di Hahn è abbastanza piccolo, con qualche bar all'interno che comunque intorno alla mezzanotte chiude, mentre poco fuori troverai dei furgoncini che fino a tardi vendono panini, patatine e altre schifezzitudini del genere. Intorno c'è poco altro, e già dall'alto te ne accorgi guardando li intorno soltanto boschi e qualche luce qui e li.
Se arrivi tardi il consiglio è di dormire nel bed & breakfast di Hahn, proprio di fronte all'aeroporto, basta solo attraversare la strada. E' pulito e accogliente, e non troppo esoso, con 30 euro te la dovresti cavare. Non offre altro che qualche distributore, per la sera, mentre la mattina la colazione è compresa nel prezzo è fin troppo abbondante, a buffet, con il tipico menu continentale.
Per giungere invece in Città il servizio di pulman Bohr è molto efficiente, con partenze quasi ogni ora, ed in caso di sovraffollamento ne viene fornito un'altro a distanza di pochi minuti. Pregio mica da poco. Il prezzo è di 12 € a tratta.
Il pulman arriva alla stazione dei treni di Francoforte, simile nello stile alla stazione di Milano, e comunque in pieno centro. Se non hai prenotato un'albergo prima, in stazione puoi trovare un centro servizi o un comodo tabellone in cui sono indicati un pò di alberghi e direttamente collegati ad un telefono con cui contattarli. Utile.
Intorno alla stazione non mancano comunque gli alberghi, e può bastare fare un giro li intorno, la zona è piuttosto tranquilla e vicino al centro.
Noi abbiamo prenotato cercando sul sito Francoforte.com, ottimo per tutti i servizi offerti, o in alternativa su Booking.com. Il nostro era l'Hotel Victoria, un quattro stelle, in cui ci siamo trovati parecchio bene. La colazione inclusa (parametro da tenere in considerazione, visto che i prezzi della singola colazione arrivano fino a 16 euro), ed è possibile collegarsi ad Internet liberamente, anche dall'unica postazione della hall.
Si trova abbastanza vicino alla stazione (5 minuti) e a 10 minuti dalla piazza principale, anche se la zona circostante è molto frequentata, e con parecchi locali e bistrot in cui rinfocillarsi, per qualsiasi prezzo.

Obama ai musulmani

Leggo velocemente dal blog di Francesco Costa alcuni stralci del discorso di Obama oggi al Cairo. Parole mai pronunciate da un presidente Americano in un paese islamico. Ammissione degli errori, apertura al dialogo, e scelte di chiarezza e verità per aprire una nuova strada.
Spero di leggere il resto stasera.

"“So che tutto questo non sarà facile. Ma è nostro dovere arrivarci insieme. Un mondo diverso e nuovo, dove i governi servono i loro cittadini e i diritti di tutti sono rispettati. Questo è il mondo che vogliamo, ma possiamo realizzarlo solo insieme. In molti si chiedono come sarà questo nuovo inizio, altri continueranno a dire che siamo destinati a scontrarci per sempre. Altri sono semplicemente scettici che le cose possano cambiare. C’è paura e sfiducia costruita negli anni. Ma se scegliamo di essere condannati dal passato, non andremo mai avanti. Lo dico soprattutto ai ragazzi, ai giovani di ogni paese: voi avete il paese di disegnare il mondo, di ricostruire un nuovo mondo. Vogliamo impiegare i prossimi anni a combatterci o a lavorare insieme, per dare un futuro migliore a tutti gli essere umani? E’ più facile iniziare una guerra, piuttosto che concluderla. E’ più facile odiarsi, piuttosto che notare le cose che abbiamo in comune. Quella che vi indico non è la strada più semplice ma è la strada giusta. Non dobbiamo fare agli altri quello che non vogliamo venga fatto a noi. Quello che mi ha portato qui è la fiducia delle persone. Noi possiamo realizzare il mondo che vogliamo, ma ce la faremo solo con coraggio. Ce lo dicono la Bibbia, il Corano, la Torah. Siamo tutti uguali. La gente del mondo può vivere insieme in pace. Sappiamo che questo è il progetto di Dio. Ora è il momento di metterlo in pratica”.

Vabbene si, chiamatelo culo

Se andassimo tutti via, ci trasferissero tutti quanti in massa su un'isola, tra stranieri, sono sicuro riscopriremmo il valore del vicendevole aiuto.
Ci troveremmo in minoranza e ci aggrapperemmo a qualsiasi appiglio. Persone, uomini a cui non avremmo rivolto la parola nel nostro ambiente,
tra le nostre sicurezze, diventano improvvisamente paesani, amici di una vita che con una pacca sulla spalla ti spingerebbero verso il bar
più vicino per il prossimo inesorabile caffè.
Ti renderesti conto però che quello sguardo che prima sembrava rivolto altrove, era li ad osservarti da sempre, ma adesso sembra accudirti in quanto simile.
In un concetto di vicinanza assurdo, ma reale.
Cosi, se avessi perso un paio d'occhiali in una piazza italiana, sono sicuro che non li avrei più ritrovati.
In vacanza, invece, può capitarti di essere accudito da altri italiani, e ritrovare quegli stessi occhiali da sole la sera successiva.
Li avevano accuditi, sicuri di poterci rincontrare nei nostri percorsi da turisti. Li hanno visti li per terra ed hanno pensato di conservarli.
Un gesto semplice che però racchiude molti nostri comportamenti, che ci dovrebbe aiutare a riflettere sulla soglia di attenzione che normalmente riserviamo
a chi ci sta incontro.
Adesso ho cosi dei bolognesi da ringraziare.
Insieme alla buona sorte (chiamatelo pure "culo") di essermeli trovati li vicino.

Guerra tra bande, senza esclusione di colpi

Essere stato fuori, non mi ha permesso di fregarmene comunque.
Avete visto il casino messo fuori dal Giornale per incastrare i giornalisti di Repubblica?
Altro che servi.
Occorrerebbe davvero far passare a reti unificate certi messaggi, urlare per le case svegliatevi, non è tempo di dormire, non siate sudditi, prendetevi la democrazia che vi spetta, non delegate, andate per le strade, impegnatevi.
E prima di tutto occorrerebbe dirlo a se stessi.

mercoledì 3 giugno 2009

Tu, dormi e sogna cosi

Frankfurt, Francoforte

Il ponte era lungo e non poteva che essere premiato da una fuga, quanto basta fuori dai confini, come oramai consuetudine da un pò di anni.
L'aeroporto di Orio al Serio a pochi chilometri è senz'altro un'occasione poi da non lasciarsi scappare, con le centinaia di compagnie che da qui prendono il volo.
Nel mese di Marzo, alla ricerca di un'offerta allettante Francoforte sembrava la meta ideale. Non mi ero spinto finora verso i confini teutonici, ed è un'offerta da 25 euro per andata/ritorno era da non lasciar scappare.
Un veloce giro di telefonate ed ecco pronta la compagnia. Sempre sul filo del rasoio, a dire il vero, fino a pochi giorni prima della partenza, tra la possibilità delle mie prossime trasferte lavorative e gli impegni pressanti di Ale.
Ma venerdi eravamo pronti all'appello tutti quanti. Baciati da una fortuna che lanciava buoni presagi, tra colonne di passeggeri in attesa da ore, il nostro volo partiva in perfetto orario.
Da li in poi sono stati giorni divertenti, insolitamente poco stancanti, visto il passo perennemente interrotto dalla pausa birra e salsicciotto. Decisamente dovuta.
E Francoforte è stata una bella scoperta, una città che dai paesaggi del centro e della cosidetta Mainhattan, coi suoi grattacieli, accompagnava fino al centro che ti aspetti, con le case dal contorno irregolare, per poi giungere fino al Meno, intensamente vissuto in queste giornate, con i musei sulle sue sponde, una gita in battello, e che una notte ci ha condotto ad uno spettacolo di luci e fuochi d'artificio davvero spettacolare, e soprattutto inedito per i nostri occhi. Magnifico.
Perchè siamo fortunati al punto da incontrare in questi giorni la TurnFest, una festa particolarmente sentita da quelle parti, una sorta di parata delle associazioni sportive che donava una particolare vitalità a quei viali, tra stuoli di ragazzi in magliette monocolore, in sfilata e poi in esibizione lungo il Meno.
Non c'è stata solo Francoforte, che pur offrendo molto è piuttosto piccola comunque, al punto da poter girare quasi completamente a piedi da una parte all'altra.
C'è stato il tempo cosi di spingerci fino ad Heidelberger, a quasi un'ora di treno da Francoforte, una piccola cittadina universitaria famosa per il castello di Schloss ed un centro davvero caratteristico. E per una birra, ma che ve lo dico a fare, fantastica.
Giusto un attimo prima di fare un'ultima scorpacciata di wurstel per prepararsi ad una lunga notte in viaggio fino all'aeroporto di Hahn, a due ore di pulman dalla città. E con l'aereo alle sei del mattino. Insonne, insomma.
Non vi dico altro se non di fare una visita alla galleria fotografica, dirà senz'altro più che il fiume di parole con cui potrei riempire queste righe.

P.s. Per chi fosse in cerca di qualche consiglio per un viaggio da quelle parti, nei prossimi giorni cercherò di scrivere un piccolo bignami per un viaggio in quella direzione.


martedì 2 giugno 2009

Tornato

Sono appena tornato da Francoforte, felice delle giornate trascorse e dei compagni di viaggio.
Memore delle esperienze passate è stato un grande regalo.
Io, Silvia, Ale e Joy.
Ho passato la giornata a dormire, dopo l'ultima notte insonne in viaggio, e adesso provo a mettere ordine tra le foto. Ho avuto modo di testarla a dovere, con risultanti altalenanti, consapevole di avere tantissimo da imparare, e non ne vedo l'ora.
Intanto, ci vediamo nei prossimi giorni, vi racconterò il viaggio.

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