"Io anelo alla mia terra, nella cui polvere si sono consunte le membra e le ossa dei miei. Ricordo la Sicilia, e il ricordo viene dal dolore che mi travaglia. Ma se fui bandito da un paradiso come posso io darne informazioni"

lunedì 22 giugno 2009

Quorum negativi

Il mancato del raggiungimento del quorum non indica per nessun motivo la vittoria del No. Indica semplicemente che la gente non vuole esprimere la propria volontà perchè:
- stanca delle tante sessioni elettorali cosi ravvicinate;
- perchè non ha capito cosa sarebbe andata a votare;
- perchè non aveva le idee chiare, che i partiti hanno contribuito a confondere ancora di più con repentini cambi di rotta;
- perchè non si è fatta una campagna seria.

E comunque quest'idea della vittoria del quorum negativo è quanto mai perversa, come scrive Leonardo:
Una di queste controindicazioni, la più perversa, è l'istituzionalizzazione del Quorum Negativo. Mi riferisco alla rivoluzione copernicana per cui, dal 2000 in poi, il referendum non serve più ad abrogare una legge, ma a consacrarla: secondo il principio per cui, siccome il 50%+1 degli aventi diritto non è andato a votare, evidentemente il testo di legge alla maggioranza va bene così com'è. Uno stravolgimento che ha reso particolarmente spiacevole la consultazione sulla fecondazione assistita del 2005. Se i principali artefici dello stravolgimento furono i vescovi della CEI, che trasformarono il non pronunciamento del popolo in un successo mediatico, non bisogna dimenticare che la volata di Ruini la tirarono i promotori del referendum, che decisero di sfidare Chiesa e maggioranza parlamentare con uno strumento che non funzionava già da dieci anni. Una cosa che a ripensarci non ci si crede: ma chi erano quei promotori? Cosa volevano ottenere? Uno era Capezzone.

Detto questo dei 21 referendum abrogativi degli ultimi 12 anni nessuno è riuscito a raggiungere il quorum. Qualcosa vuol pur dire, no?

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