"Io anelo alla mia terra, nella cui polvere si sono consunte le membra e le ossa dei miei. Ricordo la Sicilia, e il ricordo viene dal dolore che mi travaglia. Ma se fui bandito da un paradiso come posso io darne informazioni"

lunedì 8 giugno 2009

Considerazioni a margine

Vorrei guardare la parte piena del bicchiere, dopo queste elezioni Ho tenuto la tv spenta tutto il giorno, proprio per questo.
Sembra, a sentirli parlare, che abbiano vinto tutti. Da voltastomaco.
Nella vittoria della Lega e dell'Idv, non comprendo la gioia di alcuni esponenti del Pd. Un partito che nasce con vocazione maggioritaria non può essere felice di sopravvivere. Mi sembra la scusa per continuare su questa strada fallimentare, fatta di tante buone intenzioni seguite da pochi fatti. Le parole di queste ore mi sembrano soltanto una autogiustificazione per non cambiare, segno che certi dirigenti non impareranno mai.
Mi dispiace per chi sta più a sinistra, i masochisti che si autoscindono ad ogni congresso, per intendersi.
E non comprendo la gioia nel vedere il calo del Pdl, e della popolarità di Berlusconi, che avrà anche sparato alto, ma si conserva ancora forte, quanto prima. Anche se sotto scacco ancora più della Lega. Come se fosse una buona notizia sentir parlare di ronde e di immigrati trattati come bestie.

Le buone notizie, però ci sono. Sono Rita Borsellino e per Rosario Crocetta in volo per Strasburgo con la dote di 370.000 voti in due, segno che quando i candidati sono di valore il Pd viene premiato.
Sono per Leoluca Orlando e per Palermo non proprio pecora nera questa volta.
Per gli 8300 voti di Lombardo a Palermo. Praticamente lo amano solo a Catania, per i palermitani è un estraneo questo presidente della regione.
Per le preferenze che hanno portato Debora Serracchiani a superare i suoi capilista, i suoi papi, nel Nord Est. Un buon segno, da cui si potrebbe imparare tanto, per il futuro. Ma un segno di insofferenza degli elettori del Pd.
E un gran peccato per Ivan Scalfarotto, il candidato che qui avrei votato, che complice il crollo del Pd in Lombardia, non ce l'ha fatta nonostante le 22.847 preferenze. Spero che non molli, però, nonostante il malumore di queste ore. Stare fuori da certi meccanismi, quasi contro il partito stesso, non premia.
Gli Italiani sono più propensi a premiare Mastella e De Mita, che in Europa si esprimeranno a gesti.

Le altre cattive notizie, non serva che ve le dica io, sono già abbastanza evidenti.
Un buon quadro l'ho visto fare qui da Sofri e nelle dieci domande di Gramellini sulla Stampa, che voglio riproporvi per intero:
1. Ma vi sembra normale che solo agli italiani non faccia effetto essere governati da chi condiziona il loro immaginario attraverso le televisioni?

2. Ma vi sembra normale che in tutte le interviste pre-elettorali la domanda più dura che gli hanno rivolto sia stata «ci dica»?

3. Ma vi sembra normale che i dirigenti del Pd siano tutti ex del Pci e della Democrazia cristiana?

4. Ma vi sembra normale che Clinton, Jospin, Schroeder, Blair e persino Gorbaciov facciano un altro lavoro da anni e loro invece insistano?

5. Ma vi sembra normale che Pdl e Pd abbiano perso milioni di voti e parlino solo di quelli persi dagli avversari?

6. Ma vi sembra normale che i verdi trionfino ovunque, mentre qui, appena ne vedi uno in faccia, viene voglia di tifare per l’effetto-serra?

7. Ma vi sembra normale che chi detesta Berlusconi voti Di Pietro, che è come dire: detesto il Bagaglino quindi vado a vedere Bombolo?

8. Ma vi sembra normale che l’Italia cristiana sia rappresentata in Europa da Magdi Cristiano Allam e Borghezio?

9. Ma vi sembra normale che tutti sputino addosso alla Casta e poi Mastella prenda ancora 112 mila voti di preferenza?

10. Ma vi sembro normale?

Ad almeno nove domande su dieci (compresa la numero 10) la mia risposta è no.

2 commenti:

Emanuele ha detto...

Non mi sembra per nulla normale... e anch'io come te avevo notato la triste manfrina di tutti i partiti che festeggiavano le proprie percentuali come positive. E' assurdo, fan buon viso a cattivo gioco, persino quando si tratta di cifre e non di problemi. Ci vorrebbe un pizzico di onestà... ma questa parola i politici (un po' tutti ahimé) la disconoscono e fanno solenne giuramento di non averne mai a che fare fin da quando si iscrivono alle liste di un partito.
Ciao,
Emanuele

Mao ha detto...

Naturalmente ammettere la sconfitta per molti significherebbe scomparire,e piuttosto preferiscono arrampicarsi sugli specchi.
Io continuo a credere che non si possa fare di tutta l'erba un fascio, e che l'erba brutta è sempre quella più evidente. La mia rabbia non è oramai più rivolta verso chi sta li ma verso chi glieli mette, e su quello non ci sono scuse. Ahimè.
Ciao

Shinystat