"Io anelo alla mia terra, nella cui polvere si sono consunte le membra e le ossa dei miei. Ricordo la Sicilia, e il ricordo viene dal dolore che mi travaglia. Ma se fui bandito da un paradiso come posso io darne informazioni"

martedì 16 dicembre 2008

Abbandonare Fortezza Bastiani

Pochi giorni fa scrissi come messaggio personale su msn la frase "Nel deserto dei Tartari" rimuginando sulla situazione in cui facilmente intrappolati quando nulla sembra muoversi e si rischia quindi di rimanere incagliati tra scogli impervi. E ripensando ad un libro che ho letto un pò di tempo fa ma che considero imprescindibile.
La scrivevo in giorni nei quali, per il prolungarsi della formazione e per assenza quindi di progetti alla mia portata, avevo ben poco da fare. Rimuginavo quindi su quando tale condizione di attesa si sarebbe interrotta e come per Giovanni Drogo sarebbero arrivati i barbari sul campo di battaglia.
Ansie passeggere che talvolta mi prendono.
Ma mi chiedevo nello stesso tempo quante volte e quanti di noi si possano trovare imbrigliati in situazioni che nulla di buono portano soltanto per negligenza o peggio ancora per accidia.
O a quanti riescono a sopportare la lenta monotonia quotidiana nonostante un lavoro poco appagante ma che costituisce una delle poche alternative possibili. A volte è cosi, altre volte invece ci si ferma con le braccia in alto lontano dalla meta.
Sono temi su cui quest'anno sono tornato spesso ma a cui non posso fare a meno di pensare quando vedo gente in gamba non darsi più di tanto da fare.

"Se durassimo in eterno, tutto cambierebbe. Siccome siamo mortali, molto rimane come prima."
Bertolt Brecht


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