"Io anelo alla mia terra, nella cui polvere si sono consunte le membra e le ossa dei miei. Ricordo la Sicilia, e il ricordo viene dal dolore che mi travaglia. Ma se fui bandito da un paradiso come posso io darne informazioni"

giovedì 30 ottobre 2008

Su cosa si protesta?


Visto che non vogliamo essere superficiali vediamo un po' quello che dice il decreto Gelmini approvato ieri soprattutto viste le reazioni delle piazze un po' ovunque. Alcuni di noi guardano sicuramente con simpatia alla protesta un po' perchè mette in ombra l'apatia con cui spesso l'opionione pubblica è disegnata, ed un po' per i risvolti politici che la protesta può portare al governo. La mia idea di base è che la scuola e con essa tutta l'istruzione in Italia non sia in buona salute. E non lo è soprattutto in funzione di tante riforme in atto negli ultimi vent'anni che hanno tolto fondi e hanno cercato di puntare sempre più sulla quantità che sulla qualità. Ancora riecheggiano nelle mie orecchie le parole della Moratti, allora ministro della pubblica istruzione, che criticava il basso numero di laureati in Italia rispetto al resto d'Europa. La soluzione è stata creare, per il caso in esame, una miriade di corsi di laurea al grido che un pezzo di carta non si può negare nessuno. Salvo poi meravigliarsi della disoccupazione e dell'insoddisfazione di molti della mia generazione di fronte all'ingresso in un mondo del lavoro inesistente e non in grado di valorizzare la fatica di tanti anni di studio. Vedo troppi strapparsi le vesti, in una strana concomitanza d'intenti tra professori, studenti e genitori. Dov'erano tanti di questi quando lo sfacello è cominciato? Tanti si opponevano per esempio, salvo ora presentarsi, soltanto ora in cui tanti privilegi verranno a mancare. In tutto questo io sono dalla parte degli studenti, vittime di ciò che non hanno creato e dei ricercatori che non possono andare via dall'Italia per guadagnare uno stipendio equivalente al proprio merito. Perchè è quello il punto, il merito inesistente che non valorizza chi fa rispetto a chi non fa. Se deve esserci una riforma dovrebbe vedere quello come spirito d'intenti cardine. Dovrebbe dico.

Ma tornando a ciò che all'inizio mi ero proposto, per non essere troppo prevenuto, ho voluto leggere il decreto, per comprendere cosa realmente non va. E perchè credo che pochi abbiano avuto l'accortezza di leggerlo prima di protestare.

Il decreto si sviluppa su sette punti che cerco di riassumere. Il testo completo lo trovate qui.

Art.1 Cittadinanza e costituzione. A decorrere dal prossimo anno verrà ripristinato lo studio dell'educazione civica nelle scuole elementari, medie e, nelle forme possibili, nella scuola d'infanzia. Tutto “entro i limiti di risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili”.

Come non essere d'accordo. Mi preoccupa però quest'ultimo punto. Pensavo non ci fossero condizioni.

Art.2 Valutazione del comportamento degli studenti.

Si tratta della norma secondo la quale verrà valutato la “condotta” degli studenti, espressa in decimi e tale da poter portare alla possibile bocciatura se inferiore al cinque.E' la norma introdotta per limitare i casi di bullismo. In realtà sarà soltanto un'arma in mano ai professori incapaci di mantenere l'ordine in classe. In realtà anche prima della sua abolizione il bullismo esisteva e raramente, se non mai, si arrivava a bocciare per questi motivi. Comunque sia non c'è da lamentarsi su questo punto

Art.3 Valutazione del rendimento scolastico degli studenti.

Saranno eliminati i giudizi, si torna ai voti. Poco male. Si buttano delle analisi più approfondite sui ragazzi, ma poco male, siamo nell'era della semplificazione per piacere a tutti.

Art.4 Insegnante unico nella scuola primaria.

“E' ulteriormente previsto che le istituzioni scolastiche costituiscono classi affidate ad un unico insegnante e funzionanti con orario di ventiquattro ore settimanali. Nei regolamenti si tiene comunque conto delle esigenze, correlate alla domanda delle famiglie, di una più ampia articolazione del tempo-scuola.” Tagli a go-go di migliaia di insegnanti, nella scuola primaria, l'unico vanto del nostro sistema scolastico. Si elimina il tempo pieno, o quasi, tenendo conto delle esigenze. Quali sono queste esigenze?

Art.5 Adozione dei libri di testo.

“I competenti organi scolastici adottano libri di testo in relazione ai quali l'editore si sia impegnato a mantenere invariato il contenuto nel quinquennio, salvo le appendici di aggiornamento eventualmente necessarie da rendere separatamente disponibili. Salva la ricorrenza di specifiche e motivate esigenze, l'adozione dei libri di testo avviene con cadenza quinquennale”.

Art.5 bis Graduatorie ad esaurimento.

"I docenti che hanno frequentato i corsi del IX ciclo presso le scuole di specializzazione per l'insegnamento secondario (Ssis) o i corsi biennali abilitanti di secondo livello a indirizzo didattico (Cobaslid) attivati nell'anno accademico 2007/2008 e hanno conseguito il titolo abilitante sono iscritti a domanda nelle graduatorie a esaurimento e sono collocati nella posizione spettante in base ai punteggi dei titoli posseduti. Nello stesso modo sono iscritti a domanda i docenti che hanno frequentato il primo corso biennale di secondo livello finalizzato alla formazione di docenti di educazione musicale delle classi di concorso 31/A e 32/A e di strumento musicale nella scuola media della classe di concorso 77/A e hanno conseguito la relativa abilitazione. Possono chiedere l'iscrizione con riserva alle graduatorie anche coloro che si sono iscritti nell'anno accademico 2007/2008 al corso di laurea in Scienze della formazione primaria e ai corsi quadriennali di didattica della musica (la riserva viene sciolta al conseguimento dell'abilitazione e la collocazione in graduatoria è disposta in base ai punteggi attribuiti ai titoli posseduti). "

Quindi blocco totale delle assunzioni.

Art.6 Valore abilitante della laurea in scienze della formazione primaria

“L'esame di laurea sostenuto a conclusione dei corsi in scienze della formazione primaria [...] ha valore di esame di Stato e abilita all'insegnamento, rispettivamente, nella scuola dell'infanzia e nella scuola primaria.”

Art.7 Relativo all'accesso alle scuole di specializzazione mediche. Niente di rilevante.

Art.8 Norme finali “Dall'attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.” Sicuramente saranno minori. L'ordine di grandezza è crescente da qui al 2012 per un totale di 1,4 miliardi di euro.

Per i dettagli, e soprattutto dei tagli all'Università, magari ne parliamo un'altra volta. Mi sto dilungando troppo.

1 commento:

alle ha detto...

Ho paura che in giro si stia facendo un poco di confusione ed hai fatto bene a riportare il decreto nei suoi punti, precisando che ciò su cui si protesta non è sicuramente il voto in condotta ma ad esempio la freddezza con cui si è deciso di passare al maestro unico utilizzando l'alto numero di insegnanti che ne rimarrà fuori in non si sà che impiego. Si parla che verranno impiegati per il tempo pieno, non accorgendosi che ad esempio a Palermo viene praticato in un solo istituto e da solo un mese.
Riguardo i tagli in generale non capisco perchè non si protesti contro Maroni e Brunetta i veri creatori di questa nuova sartoria. L'unica colpa secondo me della Gelmini è di non avere le palle per tutelare l'istruzione (Ma lo sa che è ministro della Pubblica Istruzione)

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