"Io anelo alla mia terra, nella cui polvere si sono consunte le membra e le ossa dei miei. Ricordo la Sicilia, e il ricordo viene dal dolore che mi travaglia. Ma se fui bandito da un paradiso come posso io darne informazioni"

martedì 8 giugno 2010

La sposa più bella

Capitava, anche abbastanza spesso, di sentire della fuitina, di una coppia, magari per superare gli ostacoli di una famiglia a mettersi di mezzo. Canovaccio standard prevedeva una ragazza "disonorata", e per questo obbligata ad un matrimonio riparatore, in grado di restituire "onore" alla povera fanciulla, altrimenti additata come di poco conto, alla stregua d'una "pulla", come diremmo da quelle parti.
Adesso immaginate una storia simile, con protagonisti un giovane rampollo di famiglia mafiosa ed una povera ragazza di campagna, rapita e costretta al matrimonio, e che non ci sta, e, nella Sicilia del '67, si ribella ed alza la testa, ignorando le malelingue e le paure della solitudine che una scelta così controcorrente produce.
Sola, in un ambiente così ostile si oppone al matrimonio, denuncia il suo rapitore e lo spedisce in carcere, dopo un processo capace di muovere l'opinione pubblica su una norma ignobile che da li a poco verrà cancellata dal codice penale.
E' la storia, vera, di Franca Viola, capace di sfidare mafia e convenzioni secolari in un sol colpo, raccontata nel film di Damiano Damiani (il regista del La Piovra, o del Giorno della civetta) pochi anni dopo, con una Ornella Muti agli esordi e da un fighissimo e dimenticato Alessio Orano.
Ancora adesso Franca continua a vivere ad Alcamo con la sua famiglia.
Andatela a cercare, quest'eroina dimenticata.

p.s. e pensare che devo dir grazie a Camillo.

Nessun commento:

Shinystat