"Io anelo alla mia terra, nella cui polvere si sono consunte le membra e le ossa dei miei. Ricordo la Sicilia, e il ricordo viene dal dolore che mi travaglia. Ma se fui bandito da un paradiso come posso io darne informazioni"

martedì 26 gennaio 2010

Fate spazio

E' da un pò che, su questo blog, non parlo di politica e del partito democratico, in particolare. E' avvilente vedere una tale incapacità di cogliere il ventre del proprio elettorato da parte di una classe dirigente che sembra persa nei propri giochi interni, assolutamente incapace di promuovere iniziative valide, che possano essere in grado di raccogliere il gran bisogno di partecipazione politica che, mi sembra chiaro, sia espresso da una vasta parte del paese.
Non mi interessa discutere neanche degli scandali, piccoli o grandi che siano, che hanno coinvolto tanti amministratori locali, da Del Turco a Delbono, in queste ore. In ogni caso, le dimissioni, a volte persino avventate (ma qui occorrerebbe aprire una parentesi molto ampia), dimostrano comunque ben altro spessore dinnanzi al continuo menefreghismo di altre parti politiche.

Però mi piacerebbe mettere in evidenza, dopo quello che è successo negli ultimi mesi, un elemento che finalmente si sta palesando davanti agli occhi di tutti.
Non userò parole mie ma quelle scritte ieri da Francesco:

Trovo [...] sinceramente disarmante che questa lucidità e questa capacità
di analisi [n.d.r. si parla della situazione pugliese, in particolare] si accompagnino – e non è la prima volta – a un triste e patente dilettantismo nella costruzione delle soluzioni ai problemi: un fenomeno ricorrente al punto da diventare quasi comico, specie se consideriamo che i padri di questo ennesimo fallimento non perdono occasione per fare l’elogio dei professionisti della politica, non senza una certa spocchia, contrapponendosi alla superficialità inconcludente del resto del mondo.
Io sono fermamente convinto che la politica sia un mestiere che richiede talento, capacità, intelligenza ed esperienza, e che non basta saper fare bene un altro mestiere per improvvisarsi politici. Sono, insomma, per i professionisti: per quelli che capiscono la politica, che sanno analizzare la realtà, prevedere le sue evoluzioni e in conseguenza di queste prendere le giuste decisioni per produrre i risultati desiderati. Per questa ragione, spero che chi ha gestito la vicenda pugliese abbia capito una volta per tutte di essere sprovvisto di queste capacità. Largo ai professionisti della politica, per favore.

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