"Io anelo alla mia terra, nella cui polvere si sono consunte le membra e le ossa dei miei. Ricordo la Sicilia, e il ricordo viene dal dolore che mi travaglia. Ma se fui bandito da un paradiso come posso io darne informazioni"

martedì 1 dicembre 2009

Torpore inesistente

C'è stato un tempo in cui guardavamo Catania con incredulo stupore nel vedere un tale pullulare di talenti, un fermento artistico che ha fatto storia, seguito da eventi anch'essi epocali come un lontano concerto dei Radiohead e dei Rem in un clamoroso Cibali, con echi che neanche un Ezio Luzzi potrebbe emulare. Noi eravamo li a pianificare fughe nella piana, mentre dalle nostre parti il silenzio sovrastava tutto.
Erano i tempi in cui nella Bellissima ancora si vagheggiava di un riccioluto Christian da Boccadifalco, e una stantia Francesca Alotta vinceva il festival di Sanremo.
Adesso l'aria sembra essere cambiata, il sacro fuoco si è estinto, spostandosi verso la costa occidentale.
Parecchie band cominciano a farsi conoscere oltre i confini isolani, raccogliendo non poche soddisfazioni.
Non sarebbe male un giorno riuscire a comprendere il motivo per cui, di tanto in tanto, si formano clan capaci di creare intorno a se aloni immaginifici per ogni appassionato di musica. Penso alla Genova di Lauzi, Paoli, De Andrè negli anni sessanta, alla Bologna di Dalla, Finardi, Guccini nei settanta e poi ancora a Roma con De Gregori, Venditti, e mi chiedo quale sia il motivo per cui ci sia una tale concentrazione di creatività in quei periodi, quali siano le radici storiche e culturali, se mai esistono, capaci di creare il terreno per queste esplosioni.
Anche se un pò prematuramente per quanto riguarda Palermo, qualche risposta me la do.
E quindi forse capisco un pò di più, da contemporaneo e concittadino, cosa sia stata la città negli anni dell'adolescenza per questi gruppi emergenti. Comprendo gruppi che vi invito a scoprire, i cui musicisti mi mischiano in maniera assolutamente vitale. Gli Akkura, assoluti prediletti del titolare di questo blog, con il loro folk ed il nuovo album prodotto in Brasile, negli studi di Caetano Veloso, i The Second Grace dalle sonorità anglosassoni, in rotation parecchio sulle tv musicali un paio di anni fa, ed i Pan del Diavolo, dalle sonorità assolutamente particolari, muniti come sono di grancassa e sonagli.
Ed infine i Waines, che dopo aver girato per l'Europa, tornati a casa e con l'aiuto delle sapienti mani del neo regista ed ormai affermato attore Corrado Fortuna, hanno sfornato un gioiellino capace di vincere il premio come Miglior Videoclip Indipendente assegnato dal Mei.



Un pò forte?
Tira una gran bell'aria, da quelle parti.

3 commenti:

Emanuele ha detto...

Mi credi che non ho ancora ascoltato l'ultimo album degli Akkura? Un amico mi diceva che perde un po' rispetto al primo (vero cavallo di battaglia...). Una amica che è stata alla presentazione due domeniche fa dice che l'album senza il libro perde un po'. Che ne pensi tu?
Comunque cercherò di ricordarmi i nomi degli altri gruppi così li ascolto un po' (prima o poi!).
Ciao,
Emanuele

Anonimo ha detto...

alla grande

Mao ha detto...

@Anonimo: In che senso alla grande? tralaltro è il nome della trattoria in cui sono stato a mangiare ieri!
@Ema: neanch'io ho ancora ascoltato l'ultimo album, qui a Milano non l'ho ancora visto, per cui aspetto Natale adesso! A me piace molto anche Zaun...Ascolta ascolta, e sappi dirmi anche tu!

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