"Io anelo alla mia terra, nella cui polvere si sono consunte le membra e le ossa dei miei. Ricordo la Sicilia, e il ricordo viene dal dolore che mi travaglia. Ma se fui bandito da un paradiso come posso io darne informazioni"

martedì 3 novembre 2009

Al muro, alle scelte

Se volessi guardare con sincerità a ciò che sta accadendo in questi mesi, vedrei muri scrostrati finalmente venire giù.
Man mano che questi anni passavano ho visto questi muri alzarsi trovandomi inerme durante la loro costruzione. Cercavo un rifugio per nascondere le sensazioni che mi avevano travolto ed avevo trovato un muro crescere.
Quel contatto che avevo voluto sempre cercare lo rifuggivo, ed ogni qual volta avrei potuto con un colpo di picozza scardinarlo trovavo ferme le mie mani.
In questo rifugio stavo caldo, perfino sereno in certi istanti, ma assolutamente inerme. Ho sentito pian piano perdere il calore negli arti nel sentire un abbraccio, ho perso la capacità persino forse di emozionarmi.
Passava di me la proiezione di ciò che ero mentre chi ero si stava allontanando.
Che poi, cos'ero lo dicevano più questi istanti. Come una retta tratteggiata passavo dalla felicità all'apatia senza condizione di continuità.
Mentre le scelte professionali diventavano più limpide ed andavo raccogliendo le prime soddisfazioni, non riuscivo più a comprendere il tono di una telefonata, di una richiesta d'aiuto, di un momento di felicità intorno a me.
Mentre la mia mente brulicava di idee, le azioni rimanevano richiuse in un cassetto.Avrei potuto continuare su questa strada per molto tempo. Forse per sempre.
Il rifugio mi serviva. Sebbene avessi sempre cercato lo spazio per la solitudine, mi sono reso tardamente reso conto di quanto il calore degli affetti mi mancasse. Lo avevo tradotto in una capsula di illusione, quando in realtà il rapporto che avevo costruito si era sfaldato in anni di distanza senza aver avuto l'occasione, o la voglia, di prendere una posizione. Avevo così atteso per troppo tempo che le cose cambiassero, senza che nulla prendesse corpo, mettendo in stand-by alcuni aspetti.
Non poteva più andare cosi. Non potevo più attendere come quelle scope che qualcuno le prendesse in mano.
Dovevo riprendere a progettarmi e dovevo scegliere la modalità. Dovevo rimettermi al centro recuperando il senso di quest'attesa mai concretizzata.
E l'ho fatto.
Sentendo finalmente quei muri sfaldarsi, recuperando la capacità anche di poter piangere liberamente.

Al muro, inserito originariamente da MauViator.

1 commento:

Emanuele ha detto...

C'è un tempo per tutto sotto questo cielo.
C'è anche il tempo per rendersi conto che qualcosa la si stava trascurando e che bisogna agire.
C'è persino il tempo per agire.
Molto bella la foto...
Ciao,
Emanuele

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