"Io anelo alla mia terra, nella cui polvere si sono consunte le membra e le ossa dei miei. Ricordo la Sicilia, e il ricordo viene dal dolore che mi travaglia. Ma se fui bandito da un paradiso come posso io darne informazioni"

giovedì 21 maggio 2009

Quelli del guardrail rosso

Giro questa lettera condivisa su facebook da alcuni amici. Chi passerà da Capaci in questi giorni vedrà nuovamente il guardrail dipinto di rosso.
Qualcuno, che preferisce restare anonimo, ieri sera si è dato da fare.

All'indomani del vile attentato ai danni di Giovanni
Falcone, Francesca Morvillo, Antonio Montinaro, Rocco Di
Cillo e Vito Schifani, quando noi eravamo bambini o poco
più, qualcuno volle dipingere di rosso il guardrail e
scrivere NO MAFIA sulla casina sopra l'autostrada, presso la
quale Brusca azionò l'esplosivo.

Da allora rappresentano per i cittadini di Capaci e di
Palermo, per l'Italia intera a dire il vero, un segno del
ricordo e del riscatto.

Un guardrail di rosso, come il sangue versato da questi
martiri... per non dimenticare.
La scritta NO MAFIA visibile dall'autostrada come segno di
riscatto, di voglia di reagire.

In occasione del decennale della strage, qualcuno pensò
bene di ripulire tutto.
Guardrail nuovo e casina ridipinta di bianco, con un faro ad
illuminarla anche di notte. in cambio un freddo ed estraneo
obelisco, con annessa lapide.

Ed è allora che entriamo in scena. Riscriviamo NO MAFIA
sulla casina e da allora è illuminata anche la notte e
nessuno ha osato più cancellarla.

Questa notte abbiamo portato a termine il nostro lavoro: da
oggi chi percorre l'autostrada che va dall'aeroporto sino in
città troverà alla propria destra, all'altezza del luogo
dell'esplosione, il guardrail ridipinto di rosso!

è questo il nostro omaggio a Giovanni, Francesca, a tutti
gli uomini della QS15 e a quei ragazzi, adesso uomini, che
allora sentirono il bisogno di lasciare un segno in quel
triste luogo.
Ma è il nostro omaggio, soprattutto, a quelle persone che
giorno per giorno compiono il proprio dovere per sconfiggere
Cosa Nostra e che tanti successi hanno riportato nell'ultimo
periodo.
Un grazie a forze dell'ordine e Magistratura, troppo spesso
vittime di inaccettabili attacchi da parte di esponenti del
mondo politico. Personaggi che poi sono i primi a fare la
passerella in occasione delle varie commemorazioni e a
deporre fiori nelle numerose e tristi lapidi che si
susseguono nelle nostre città.

Desideriamo rimanere anonimi, come anonimi erano quei
ragazzi di allora. Non vogliamo appropriarci di un gesto che
appartiene a tutti i cittadini onesti, che sognano una
Sicilia e un'italia diversa e si impegnano per far sì che
il sogno diventi presto realtà.

4 commenti:

Emanuele ha detto...

Beh, non capisco il perché di quel tono provocatorio. Prima non esistevano gli obelischi e c'era il guard rail rosso. Si è deciso di spender soldi, allargare la strada, fare due obelischi (rossi!) e sistemare tutto in maniera più degna e probabilmente riconoscibile soprattutto per gli stranieri a cui un guard rail rosso probabilmente non avrebbe detto nulla.
Han deciso di riscrivere "no mafia", ok... han deciso di colorare nuovamente tutto... ok. Però nessuna polemica, nessuno sbigottimento, nessun nervosismo. Mi sembra sia stato fatto tutto il possibile per ricordare quella tragedia.
Ciao,
Emanuele

Mao ha detto...

Dici che sia provocatorio?
Sicuramente questi gesti spontanei hanno un valore simbolico diverso rispetto alle fredde targhe di cui la nostra città è piena.
Però quel gesto fatto dalla famiglia Grassi nel rifiutare una targa e riporla ogni anno, di carta, carta che poi viene strappata puntualmente, ha un valore diverso. E' la ripetitività di un gesto sentito, ben diverso dalle passerelle di cui faremo a meno.

silvia ha detto...

A dire il vero, qualcuno ha già pensato a ripulire il guardrail, denotando assoluta incapacità di comprendere e valorizzare il valore altamente simbolico del gesto

Emanuele ha detto...

Boh, a me un minimo di "acidità" l'ha denotato quel testo... non so, magari vogliono solamente enfatizzare il valore del gesto. Speriamo sia così...
Ciao,
EmanuelePS: Silvia in realtà io non sono totalmente in disaccordo con chi ha ripulito. Capisco che era un "metodo per ricordare", però è anche vero che non si può permettere che ognuno inizi a fare di testa sua. Le cose vanno richieste, approvate e condivise da tutti.

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