"Io anelo alla mia terra, nella cui polvere si sono consunte le membra e le ossa dei miei. Ricordo la Sicilia, e il ricordo viene dal dolore che mi travaglia. Ma se fui bandito da un paradiso come posso io darne informazioni"

giovedì 22 gennaio 2009

Little Miss Sunshine

Ho sorriso alla fine del film con il quale ho condito questa mia serata.
Ho sorriso dell'ironia e della follia che salva questa folle famiglia media americana.
Una famiglia costellata da personaggi eccessivi, perfino troppo nei loro stereotipi.Il nonno sniffatore e appassionato di pornoriviste, lo zio professore universitario, studioso di Proust e suicida fallito, il figlio adolescente con il voto del silenzio in venerazione a Nietzsche, la madre sull'orlo di una crisi di nervi nel delirio che la circonda ed un padre perdente, sull'orlo della bancarotta ma teorico della via per il successo con la quale cerca di indottrinare l'intera famiglia.
E la piccola Olive, cinque anni e l'obiettivo di partecipare al concorso per Piccola Miss California. Uno di quegli assurdi concorsi per piccoli talenti che nel nostro immaginario rappresentano il peggio della cultura americana.
L'obiettivo diventa però realistico, possibile, soltanto passando per un lungo viaggio, a bordo di uno sgangherato pulmino Wolkswagen, che farà uscir fuori tutti gli eccessi dei personaggi all'interno di scene al limite del paradosso, esilaranti nella loro assurdità. E delle quali si può sorridere soltanto a denti stretti.
Un sorriso che però lentamente si espande a tutto il viso nella contagiosa scena finale, liberatoria, che la piccola Olive regala alla sua famiglia.

1 commento:

dudu ha detto...

Visto qualche tempo fa! ...Folli! =)

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