"Io anelo alla mia terra, nella cui polvere si sono consunte le membra e le ossa dei miei. Ricordo la Sicilia, e il ricordo viene dal dolore che mi travaglia. Ma se fui bandito da un paradiso come posso io darne informazioni"

domenica 9 novembre 2008

Perchè c'è bisogno di sognare

E' come se in questa settimana si fosse deciso di prendere il mondo è portarlo in una direzione, lontana mille miglia dall'egoismo e dalla paura che ha accompagnato le giornate della politica, e della vita sociale di tutti noi, vicina a quello che più sentivamo fosse giusto.
La maggior parte di noi non ha ascoltato neanche un discorso di Barack Hussein Obama ma è come se si fosse sparso per il mondo il seme della speranza. La speranza contrapposta alla paura. Paura del terrorismo certo, in origine, ma ben presto trasformata in paura dell'immigrato che incontravamo sull'autobus ogni mattina, dello zingaro che da sempre si mette all'angolo della chiesa a chiedere la sua di questua, e perfino del vicino di casa.
Vedete, non è irrilevante mettere l'accento sulla possibile speranza accesa. Non viviamo certo tempi facili, il mondo è pervaso da una forte crisi economica, noi probabilmente saremo la generazione che vedrà regredire quanto vissuto dai nostri genitori, e già lo stiamo vivendo ogni giorno cercando un lavoro più o meno gratificante.
Ma se la speranza è in grado di diffondersi perchè non crederci. Ogni uomo ha bisogno di sognare o, come diceva Danilo Dolci, ognuno cresce solo se sognato. Senza il sogno rimaniamo fermi, e la disillusione è in grado di estirpare quanto di entusiasmante possa esserci nella gioventù. La rassegnazione ci fa stare fermi ad aspettare solo che il tempo scorra. Il sogno piuttosto, ci fa alzare la mattina dal letto, è la prospettiva che vediamo all'orizzonte. Ci accarezza nel sonno, ci rende spesso insonni quando sembra che esso sia lontano. Ma senza di essi saremo morti, viscidi morti a due piedi dalla bara. Vittime della paura del fallimento.
Ma allora com'è che quest'uomo ha acceso tutto quest'entusiasmo? Saremo mica diventati tutti fessi a farci intortare da tante belle parole? Non siamo mica cosi noi, lo sappiamo che la vita può dar disillusione.
Eppure sono convinto che non siano le parole ma la storia a renderci fiduciosi, per una volta. Perchè per quanto possiamo essere negativi sulla situazione mondiale, ci si è presentata davanti una storia che ci mette faccia a faccia con il progresso. Guardiamo indietro e vediamo rivoluzioni, lotte per i diritti e poi di nuovo restaurazioni. Questo però è un passo di tango. Sono due passi avanti ed uno indietro in un andirivieni che non ci fa notare il movimento. Ma quando esso si presenta cosi bello è compiuto non possiamo che prenderne atto. Il mondo va avanti, e migliora nonostante tutto. Ricordiamocene quando diranno di non illuderci. O quando saremo noi pronti a pronunciare questa frase.

2 commenti:

LAURA ha detto...

ciao mauro, leggo cose belle qua

Mauro Caruso ha detto...

Grazie Laura! E io un giorno o l'altro ti devo chiedere una copia del libro che vuoi pubblicare. Mi piacerebbe leggerlo

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