"Io anelo alla mia terra, nella cui polvere si sono consunte le membra e le ossa dei miei. Ricordo la Sicilia, e il ricordo viene dal dolore che mi travaglia. Ma se fui bandito da un paradiso come posso io darne informazioni"

mercoledì 24 settembre 2008

L'eleganza del riccio

Può la bellezza schiudersi soltanto a chi la sa osservare? Possono le barriere culturali renderci incapaci di cogliere l'eleganza, la saggezza e la stessa cultura di chi giornalmente incontriamo? Quanto gli stereotipi condizionano le nostre opinioni? Quanto le paure condizionano le nostre vite?
Sono tante le domande che affiorano da un libro intenso come “L'eleganza del Riccio”, un libro che abbandono a malincuore. Nonostante all'inizio lo trovassi presuntuoso nell'ostentare le riflessioni filosofiche e l'elevatezza culturale dello scrittore e cosi riuscissi a scorrere lentamente le pagine, alla fine mi sono trovato a divorare le ultime duecento pagine in pochi giorni.
Un condominio della Parigi più abbiente, le vite dei suoi inquilini e tra di esse due anime gemelle, una portinaia silenziosa e composta nel suo ruolo ed una malinconica, triste, sagace e geniale bimba di dodici anni, con due segreti ad animarle e a legarle casualmente, un giorno.
Un elogio continuo alla bellezza, ecco cosa sono le pagine di questo libro. Alla ricerca della bellezza più nascosta.

Stasera, ripensandoci, con il cuore e lo stomaco in subbuglio, mi dico che forse la vita è cosi: molta disperazione, ma anche qualche istante di bellezza dove il tempo non è più lo stesso. E' come se le note musicali creassero una specie di parentesi temporale, una sospensione, un altrove in questo luogo, un sempre nel mai.

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