"Io anelo alla mia terra, nella cui polvere si sono consunte le membra e le ossa dei miei. Ricordo la Sicilia, e il ricordo viene dal dolore che mi travaglia. Ma se fui bandito da un paradiso come posso io darne informazioni"
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martedì 15 settembre 2009

L'Istituto Luce è in onda

Se fosse davvero come si racconta, le case sono li per tutti, sarebbe una festa davvero.
Certo però, a guardar bene ciò che trapela da alcune fonti dell'informazione, la situazione è lontana dall'essere rose e fiori.
Però stupisce il modo in cui viene messa in scena l'efficienza dello stato, e del governo.
In prima serata, sulla rete ammiraglia della Rai, dal giornalista che crea meno problemi, spostando di una settimana la partenza di programmi d'approfondimento come Ballarò e Matrix.
Ha tutta l'aria di una celebrazione, e Franceschini ha fatto bene a non partecipare a questa pagliacciata.
E' un modo forse per rispondere agli scandali di questi ultimi mesi, alle battaglie tra direttori, ai colpi bassi all'interno della stessa alleanza, con qualcuno che vuol dimostrarsi pensante, non allineato al pensiero unico imperante. Alla stessa Chiesa che rifiuta certi modi e certe leggi di questo governo.
E' il modo per poter tornare a dire che comunque il popolo, gli elettori non pensanti, la maggioranza, è ancora dalla sua parte.
Tutto questo però ha un vago sapore di già sentito, sessant'anni fa. Di telegiornale d'epoca, di Giornale Luce, che interrompeva la proiezione dei film nei cinema, per raccontare le grandi gesta di un regime eccellente.

E con questo non voglio mica dire che adesso ci sia un regime in Italia, chè i regimi sono ben altra cosa. Però queste analogie mi preoccupano.

lunedì 27 aprile 2009

Per rimettermi al passo

La trovata del G8 a L'Aquila è geniale. Davvero. Lo ammiro perchè con colpi di teatro stupisce tutti. E stavolta anche creando un immenso ritorno di consensi per questo governo.
Risparmiare, dare l'attenzione internazionale, evitare gli attacchi dei no-global. Anche se fosse un'immensa bugia non importa. Importa il messaggio diretto che è passato agli Italiani da quel momento in poi.

Cosi ieri Scalfari nel suo editoriale:

Le spese per realizzare il G8 alla Maddalena sono state tutte in grandissima parte già fatte (anche se ancora debbono essere pagate). Gli impianti previsti saranno comunque portati a termine. Nessun risparmio da questa parte sarà dunque realizzato. Il grande albergo a cinque stelle costruito nell'isola sarda resterà come una delle tante cattedrali nel deserto, di sperpero del denaro pubblico e di cementificazione di uno degli arcipelaghi più belli d'Europa. Il risparmio sulle spese navali rispetto a quelle aquilane sarà minimo, invece delle navi alla fonda bisognerà mobilitare una flotta di elicotteri che faccia la spola tra Roma e l'Aquila.

I potenti della terra hanno purtroppo larga esperienza di catastrofi naturali, in Giappone, in Louisiana, in Florida, in California, in Russia, in India, in Cina, in Turchia. Insomma nel mondo intero.

Portare il caso Abruzzo all'attenzione del mondo affinché dia una mano per risolverlo è risibile. C'è l'intero continente africano che è di per sé una catastrofe, per citare un solo caso tra tanti.

La sicurezza contro i No Global. Non metteranno piede all'Aquila, l'hanno già detto. Ma faranno altrove le loro prove. Speriamo vivamente che siano prove puramente dimostrative. Se comunque, come scopre ora Bertolaso, garantire sicurezza alla Maddalena era un compito così arduo, ci si domanda adesso perché fu scelta quella località.

Forse Bertolaso ha troppe cose da fare: la protezione contro le catastrofi, i rifiuti dell'immondizia, la progettazione ed esecuzione dei grandi eventi. Il tutto non solo sulle sue spalle ma sulle strutture della Protezione civile. Che non stia nascendo, sotto la leadership politica di Berlusconi, una leadership tecnocratica di Bertolaso? Non credo che i vertici negli altri paesi siano affidati alla Protezione civile. Li curano i ministri dell'Interno, i Servizi di sicurezza, le forze della sicurezza pubblica. Che c'entra la Protezione civile? I pompieri che ne costituiscono l'ossatura?

Bertolaso, racconta il generale della Finanza, Lisi, che lo vede lavorare nella sua scuola, "lavora notte e giorno, non dorme, è una fucina di iniziative, non è un uomo ma un miracolo".

Forse se si concentrasse su uno solo dei suoi tanti compiti eviterebbe alcune disfunzioni che stanno emergendo in questi giorni e che i terremotati vivono sulla loro pelle.

No, neanche Bertolaso è infallibile. Quanto ai miracoli, beati i paesi che sanno farne a meno.

lunedì 20 aprile 2009

Muri, da abbattere.

Torno sul video che del quale ho parlato ieri, sul servizio di Enrico Lucci, perchè ho trovato il video, e adesso ho visto che anche lui l'ha postato.
Non ho potuto fare a meno di rivederlo, e l'emozione è stata identica. A volte, senza voler cadere nella banalità, serve un evento del genere per comprendere qualcosa che è alla portata di tutti noi e che non riusciamo a comprendere.
Basta davvero poco per incontrarsi, parlare anche delle semplici fatiche quotidiane, ma le nostre case sono costruite per tenerci lontani. Non esistono spazi per la condivisione, resta l'androne di un palazzo e poco altro.
Ripenso alla strutture dei vecchi casali, con una piazza al centro e le case intorno. Penso ai cortili dei palazzi per i quali non c'è più spazio.

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