"Io anelo alla mia terra, nella cui polvere si sono consunte le membra e le ossa dei miei. Ricordo la Sicilia, e il ricordo viene dal dolore che mi travaglia. Ma se fui bandito da un paradiso come posso io darne informazioni"
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mercoledì 23 marzo 2011

Ed è un peccato per chi non capirà



update: La versione sottotitolata, qui.

giovedì 13 gennaio 2011

Il "cable" su AddioPizzo

Dall'interminabile archivio di Wikileaks emerge un file riguardante Sud, lotta alla mafia e persino l'associazione "Goodbye Pizzo", la nostra AddioPizzo.
Qui un estratto, il resto è disponibile qui.

Viewing cable 07NAPLES129, SICILIAN MAFIA REELING FROM POLICE AND BUSINESS ACTIONS


Business owners have been emboldened by the continuing string of law enforcement victories, with more and more reportedly refusing to pay extortion money (known in Italian slang as the "pizzo"), particularly since Provenzano's arrest.
According to the recent annual report issued by the National Traders Association (Conferescenti), up to 80 percent of businesses in Palermo and Catania paid protection money in the past year, and the cost of extortion is higher in Sicily than any other part of the country. Several anti-racket associations have been formed, reportedly with good results. The most prominent is "Addio pizzo" ("Goodbye, pizzo"), formed in 2004, which counts 210 traders and entrepreneurs as members and over 9,000 consumers committed to buy only at shops belonging to the "pizzo-free" list. Palermo police and the prefect have agreed to discreetly look after the member shops. "Addio pizzo" has organized programs in more than 90 schools and educational institutes, with the participation of prosecutors and police, and also conducted a "pizzo-free" festival in one of Palermo's main plazas in May 2006. (One of the association's leaders has been selected for a State Department International Visitor program in 2008, which will focus on awakening public opinion to rule of law and supporting NGOs who fight organized crime.)


lunedì 21 giugno 2010

Spaesamento

Osservazione, elaborazione, scrittura.
Passeggiare per la propria città, quando non la vedi da mesi, e attraverso le visioni e gli incontri carotare la realtà, rubandone pezzi per comprendere i cambiamenti in atto qui intorno.
Esercizio didattico interessante, a cui dedica l'attenzione Giorgio Vasta nel libro che ho tra le mani in questi giorni.
Il ritorno a Palermo, le giornate a mare sul finire dell'estate, le passeggiate lungo le vie del centro storico, ed i pensieri che da Palermo partono per analizzare la decadenza del paese intero sono, visti con questi occhi, troppo stimolanti per essere lasciati in libreria, nonostante una scrittura spesso forzatamente ricercata, che porta ad un'invocazione di pietà le cellule del mio corpo.
E' una visione spietata ed ironica, che con il corpo perfettamente abbronzato di una donna "cosmetica", con lo scontro con un gruppo di emo in piazza Castelnuovo, conduce allo Spaesamento, il titolo del libro, per ciò che non si comprende più.

Per chi poi la città la città la conosce, cosi come i suoi mutamenti, non può che abbandonarsi ad un sorriso disicantata dinnanzi all'ennesima scoperta, dello scrittore, subito dopo aver superato Piazza Castelnuovo, nell'incontrare, quasi disidratato, il bar storico, da cui era affascinato da ragazzo e nel quale si fermava sempre durante ogni manifestazione studentesca, zaino sulle spalle:

"Al di là del confortevole bunker del bancone - sul quale è montata una calotta trasparente che, sepolte sotto le spoglie brutali di calzoni pizzette e ravazzate, nasconde provette in vetro chiaro denso di siero seme e liquido cerebrospinale di un organismo marziano - stanno i due baristi, uno vecchio e uno giovane. Di nuovo metto la sete tra parentesi e li contemplo: perchè tra loro scorre un legame invisibile che da solo vale la trasfigurazione in atto. Se per il vecchio è infatti giusto parlare di barista, l'altro è invece un barista modificato, un barista dopato, qualcuno che nella fisionomia nell'abbigliamento e negli atteggiamenti posturali segnala di esistere in un altro modo, in un altro mondo. Lui è un barman - è evidente - non è un barista. Perchè se il barista è neorealista e terrestre, il barman è un supereroe della postmodernità - una sola lettera lo distingue da Batman -, è Tom Cruise giovane che in un cocktail manipola bottiglie come un alchimista alambicchi e matracci, un performer della fabbricazione di miscele raffinate, l'artista dello shaker, il fromboliere della mescidazione colta dei liquidi."


E' lucida l'analisi, ma forse il paziente sta cosi male che dovremmo smettere di credere di poterlo curare attraverso i nostri sguardi compiaciuti.
E ripenso a quando, da cameriere part-time ai tempi dell'università mi trovai a chiamare il barman, come lui si definiva, semplicemente barista. Una leggerezza che mi perdonò parecchi vassoi dopo.

lunedì 10 maggio 2010

Code, incontri, umori

Ad un certo punto ho sperato che quei minuti passassero più lentamente possibile, nonostante ci trovassimo già in coda da un'abbondante mezz'ora. Della visita per i palazzi dei Rolli non avrei comunque capito nulla, per cui tanto meglio restare in fila, tanto più dopo aver cominciato a battibeccare con un trio di amici "con lo stesso identico umore", ma per "una divisa di un altro colore". Una telefonata per chiedere informazioni, il primo sorriso sornione dopo il primo rigore, i minuti che passano mordendosi le labbra, cercando di spostare l'attenzione sulle fotografie esposte sugli scaffali, giusto per ingannare l'attesa, e poi chiami tu o chiamo io, ma no, aspettiamo cinque minuti, che poi il gol arriva, lo mette dentro il solito Miccoli, con genio e dedizione, incompresa da certuni, e poi ci prova Budan, che oramai la coda sta svanendo e i minuti pure, in una lunga telecronaca telefonica.
Ci sorridono, alla fine, i nostri compari casuali di questo, pomeriggio.
Forse adesso meglio dedicarsi ad architettura e storia, e ciò che accadrà accadrà, oramai la prossima settimana.
Chissà mai.

domenica 9 maggio 2010

Ho sbagliato stadio

In scaramantico silenzio, almeno fino alle cinque di oggi pomeriggio.

martedì 23 marzo 2010

Per amarti



Cerco di metterla in cantina, ma ogni tanto mi sembra necessario farla riemergere.

domenica 13 dicembre 2009

Momenti di gloria



E pensare che dovevo essere li oggi.
L'influenza però ha vinto.

martedì 1 dicembre 2009

Torpore inesistente

C'è stato un tempo in cui guardavamo Catania con incredulo stupore nel vedere un tale pullulare di talenti, un fermento artistico che ha fatto storia, seguito da eventi anch'essi epocali come un lontano concerto dei Radiohead e dei Rem in un clamoroso Cibali, con echi che neanche un Ezio Luzzi potrebbe emulare. Noi eravamo li a pianificare fughe nella piana, mentre dalle nostre parti il silenzio sovrastava tutto.
Erano i tempi in cui nella Bellissima ancora si vagheggiava di un riccioluto Christian da Boccadifalco, e una stantia Francesca Alotta vinceva il festival di Sanremo.
Adesso l'aria sembra essere cambiata, il sacro fuoco si è estinto, spostandosi verso la costa occidentale.
Parecchie band cominciano a farsi conoscere oltre i confini isolani, raccogliendo non poche soddisfazioni.
Non sarebbe male un giorno riuscire a comprendere il motivo per cui, di tanto in tanto, si formano clan capaci di creare intorno a se aloni immaginifici per ogni appassionato di musica. Penso alla Genova di Lauzi, Paoli, De Andrè negli anni sessanta, alla Bologna di Dalla, Finardi, Guccini nei settanta e poi ancora a Roma con De Gregori, Venditti, e mi chiedo quale sia il motivo per cui ci sia una tale concentrazione di creatività in quei periodi, quali siano le radici storiche e culturali, se mai esistono, capaci di creare il terreno per queste esplosioni.
Anche se un pò prematuramente per quanto riguarda Palermo, qualche risposta me la do.
E quindi forse capisco un pò di più, da contemporaneo e concittadino, cosa sia stata la città negli anni dell'adolescenza per questi gruppi emergenti. Comprendo gruppi che vi invito a scoprire, i cui musicisti mi mischiano in maniera assolutamente vitale. Gli Akkura, assoluti prediletti del titolare di questo blog, con il loro folk ed il nuovo album prodotto in Brasile, negli studi di Caetano Veloso, i The Second Grace dalle sonorità anglosassoni, in rotation parecchio sulle tv musicali un paio di anni fa, ed i Pan del Diavolo, dalle sonorità assolutamente particolari, muniti come sono di grancassa e sonagli.
Ed infine i Waines, che dopo aver girato per l'Europa, tornati a casa e con l'aiuto delle sapienti mani del neo regista ed ormai affermato attore Corrado Fortuna, hanno sfornato un gioiellino capace di vincere il premio come Miglior Videoclip Indipendente assegnato dal Mei.



Un pò forte?
Tira una gran bell'aria, da quelle parti.

lunedì 21 settembre 2009

E intanto Palermo

Sembra la Thailandia....
(via Fb, foto di Dario Panzavecchia)

giovedì 17 settembre 2009

Venezia, o Palermo?

Nel mio torbido rapporto con la Città, la amo ancora di più quando mi accorgo delle splendide opportunità che offre.
D'altronde, quale altra città al mondo consente di fare Wakeboarding per le sue strade?
(via Rosalio.it)

venerdì 3 luglio 2009

In pausa

Bene, ho un volo che mi aspetta.
Sarò a Palermo in questi giorni. Per chi può ci si vede lunedi mattina.

lunedì 25 maggio 2009

Dov'era Palermo?

Sono da poco tornato dal mio fine settimana. Ho avuto il tempo per un primo tuffo in mare.
E tra tutto quanto anche quello per essere sabato pomeriggio in Via Notarbartolo. Ho seguito la fine dei due cortei che dall'aula bunker e da Via D'Amelio giungevano fin troppo quell'albero.
Ho visto molti bambini cantare la loro voglia di legalità, e tanti ragazzi gridare la loro rabbia alla mafia.
Ho visto tanti scout, con i loro colori, riempire la manifestazione.
C'era tanta gente per quell'appuntamento. Mancava però un invitato, il principale.
La città.
Non fosse stato per la nave della legalità non saremmo arrivati a cinquecento. Qualcuno ha riappeso i lenzuoli di una volta con i volti di Giovanni e Paolo.
Ma aldilà di qualche sparuto gruppo, delle solite associazioni, mancavano i Palermitani. Quest'anno non c'era Lorenzo, e neanche Fabrizio Moro.
Qualcuno si sarà lamentato per quel blocco del traffico e avrà maledetto chi c'era.
Perchè la città che diciasette anni fa stendeva i loro lenzuoli alle finestre, che faceva parlare di Primavera di Palermo, si è assopita.
Te ne rendi conto in queste occasioni.
Leoluca Orlando ha perso, Rita ha perso.
Sento dire che l'antimafia non permette di vincere le elezioni, che inseguire questa chimera è un'illusione. E' vero, se cosi non fosse, le sorti della Città sarebbero cambiate da un pezzo.
Si dice che dell'antimafia oramai tutti si riempiono la bocca, tanto le parole non costano nulla. Che ogni schieramento ha il suo baluardo della legalità. Come se i fatti di chi fa davvero il suo dovere non contassero.
Si dice che oramai in tanti vivono di antimafia, ne sono diventati professionisti.
Ma ciò che manca è l'esercizio della memoria.
Chi non c'era non può ricordare, non può avere sulla sua pelle quelle sensazioni, che dovrebbero passare attraverso i racconti della famiglia. O attraverso le istituzioni, le scuole e le associazioni che fanno il loro dovere.
Ma chi c'era non può dimenticare quel pomeriggio in cui la città sembrava risuonare da ogni lato, con sirene di ambulanze e volanti. Con elicotteri sopra le teste.
Dov'eravate?
Dov'era Palermo sabato pomeriggio?

martedì 5 maggio 2009

C.V.D.

Ieri si parlava dell'indifferenza e dell'ignavia delle istituzioni nella lotta antimafia. Oggi al processo "Addio Pizzo" contro i taglieggiatori della cosca Lo Piccolo, il Comune di Palermo, precedentemente costituita come parte civile, non si è presentata in aula. Lasciando cosi decadere la propria posizione, abbandonando il suo ruolo di parte lesa.
Altri passi verso l'abbandono.
E allora bruciate anche i loro fiori e cacciateli dalle commemorazioni.

mercoledì 22 aprile 2009

Portami via

Il cibo di strada è l'essenza della palermitudine. Non può esistere ricordo legato alla città in cui non appaia, magari anche un pò sfocata, l'immagine di una bancarella con parti del cosidetto "quinto quarto", o una rosticceria con banconi stracolmi, in cui il Palermitano possa sfogare le sue frustazioni.
Spinto dal vento della migrazione da settembre sono arrivato in Lombardia. Terra dai colori distanti mille miglia, e nel bene e nel male con consuetudini "diverse".
Tanto diverse dal vedere oggi approvata una legge inammissibile.
La Regione Lombardia ha deciso, oggi, di bloccare la vendita del cibo per strada, sia esso gelato, pizza che kebab.
Una vera emergenza sociale a sentire loro.
Forse per quello i miei concittadini potrebbero rievocare i Vespri Siciliani, l'unico caso che la storia ricordi di rivolta popolare contro il potere da quelle parti.

p.s. Vedo che Luca Sofri si sia indignato oggi per un pò di parcheggi a suo dire strani, a Milano. Davvero dei pivelli.

Shinystat

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